Ricasoli a Terre di Gaiole

Nell’iter legato alla categoria del Blog ” Parlando con il Produttore”, oggi è la volta dell’ azienda vitivinicola Ricasoli. Con l’ amico Alessandro Nesi ci siamo recati a Terre di Gaiole, evento che ha avuto luogo a Gaiole in Chianti lo scorso 29 ottobre. Organizzato dall’ Associazione Viticoltori di Gaiole. Ho già descritto l’ azienda in altre occasioni, dopo averla visitata. In quest’ occasione abbiamo degustato differenti annate, dopo alcuni cenni sull’azienda, seguono note di degustazione dei tre vini portati per l’evento.

La storica azienda vitivinicola Ricasoli si trova nel comune di Gaiole in Chianti e si sviluppa intorno al Castello di Brolio. Le origini affondano nel 1141, anno in cui il Castello di Brolio, divenne di proprietà della famiglia. Il nome della famiglia Ricasoli è legato in modo indissolubile alla produzione di grandi vini, è una tra le cantine più antiche del mondo, senza dubbio la prima all’interno del panorama del vino italiano. Immersa  in un’estensione complessiva di circa 1200 ettari di proprietà, di cui 235 sono coltivati con diverse tipologie di vitigni, sia autoctoni che alloctoni.

E’ la più grande dell’ areale del Chianti Classico, ed ha  fortemente contribuito nella scelta del Sangiovese come vitigno principale per i vini del Chianti Classico. Dal 1993 l’azienda è guidata dal Barone Francesco Ricasoli, pronipote di Bettino. Tra i filari, i vitigni coltivati oltre al Sangiovese, sono il: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Colorino, Canaiolo, Chardonnay, Malvasia , Trebbiano e Sauvignon Blanc. La composizione del terreno è variegata, per lo più composta da argilla e alberese. I vigneti sono tutti collinari, con altimetrie che variano dai 220 ai 500 metri sul livello del mare, esposti prevalentemente a Sud – Sud-Ovest. Vengono prodotti vini unici, elitari e identitari. Un’ azienda storica che ha saputo coniugare bene tradizione e innovazione sia nei vigneti che in cantina, tenendo la bandiera della qualità sempre alta. Vengono prodotte 14 etichette, a mio avviso tra le più importanti vanno menzionate il Casalferro Toscana Igt, il Chianti Classico Gran Selezione Castello di Brolio ed il Chianti Classico Colledilà, dulcis in fundo il Granello Toscana Igt  Passito.

Ho ha avuto il piacere di  visitare per ben  tre volte la cantina, a partire dal 1993 ad oggi, vedendo con i miei occhi la realizzazione dei lavori svolti per il miglioramento. L’ esperienza più bella ed emozionante è stata il giorno in cui ho partecipato alla presentazione del vino Casalferro, con cena di gala svoltasi in un ampia terrazza all’ interno del Castello con servizio impeccabile, cucina di alto livello, vini di eccellente qualità e una nobile ospitalità. Unica e indimenticabile. Inoltre, in molte kermesse enoiche mi avvicino molto volentieri al loro banco d’assaggio per degustare i loro vini. Mio malgrado non sono riuscito a trovare foto da me scattate, perciò le immagini sottostanti sono state da me estrapolate dalla Pagina Facebook aziendale.

Torricella Igt 2019, ottenuto interamente con uve di Chardonnay, affina per un periodo di 9 mesi in tonneau (20% nuove) sulle fecce con frequenti batonnage, si presenta nel calice con un colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso è fine con sentori speziati e balsamici, fiori di zagara, ananas , frutta tropicale e leggere note boisé, al palato è all’ altezza delle aspettative, ampio, sapido, armonico e persistente.

Chianti Classico Brolio Bettino 2019, ottenuto interamente con uve di Sangiovese, affina per un periodo di 18 mesi in botte grande, si presenta nel calice con un colore rosso rubino, al naso è complesso e si percepiscono sentori di frutti rossi maturi e ciliegia, violacciocca che ben si integrano con note balsamiche e speziate, al palato è fine, leggiadro e sapido. Un finale lungo e dotato di una buona corrispondenza gusto-olfattiva.

Chianti Classico Gran Selezione castello di Brolio 2020, ottenuto interamente con uve di Sangiovese, affina per un periodo di 23 mesi in tonneaux da 500lt di cui 30% nuovi e 70% di secondo passaggio, si presenta nel calice con un colore rosso rubino intenso, al naso un caleidoscopio di sensazioni che vanno dai fiori, viola e giaggiolo, pesca matura, prugna seguite da sussulti di vaniglia e legno dolce, al palato è in perfetto equilibrio con tutte le componenti sia morbide che dure, avvolgente, con tannino copioso ma setoso. Vino ben strutturato e decisamente persistente.

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Ho lavorato a lungo in qualità di Maitre d'Hotel e sono un Sommelier Professionista. Dopo esperienze lavorative in Hotels, è all' Hotel Savoy di Londra che nasce la passione per il vino. Dopo aver frequentato il corso vini al Savoy Training Center, al ritorno in Italia ho frequentato i tre livelli da Sommelier con AIS. Mi piace partecipare alle varie kermesse enoiche e degustazioni guidate, approfondire e condividere le mie esperienze in maniera semplice su questo Blog. Mi piace inoltre calpestare vigneti e visitare aziende vitivinicole. Sono curatore di una rubrica su Ristorazione & Ospitalità, rivista ed organo ufficiale dell'AMIRA, la quale mi ha recentemente nominato "Cavaliere dell'Ordine Enogastronomico di Santa Marta ". Altra grande passione è lo sci.

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