Comunicato Stampa, Senza categoria

Lungarotti radici in Umbria

Lungarotti: l’anima di un territorio, l’impronta di una Famiglia “Giorgio Lungarotti ha messo l’Umbria sulla mappa dell’enologia mondiale”. Non sono parole qualunque, ma il tributo di Hugh Johnson, il “padre” della critica enologica, a un’azienda che ha saputo trasformare un piccolo borgo tra Perugia e Assisi in un’icona globale. Oggi quella visione continua grazie al lavoro di Chiara Lungarotti e di sua sorella Teresa, affiancate dalle nuove generazioni. Il segreto? Un mix perfetto tra il rispetto per le radici e le origini e lo sguardo rivolto consapevolmente verso il futuro.
I numeri
Con 180 ettari di vigneti – divisi tra le Tenute della storica Torgiano (164 Ha) e la boutique winery di Montefalco (16 Ha) – Lungarotti pratica una viticoltura ragionata che mette al centro biodiversità e sostenibilità (certificazione V.I.V.A.). Qui convivono varietà autoctone e alcune internazionali, introdotte pionieristicamente da Giorgio Lungarotti già negli anni ’60, sempre con la volontà di valorizzare un terroir unico. Il risultato è una gamma che spazia da vini di pronta beva a riserve capaci di sfidare il tempo come pochi altri vini italiani.
Da Torgiano al mondo: una storia di famiglia e di territorio
La storia della famiglia, profondamente legata al suo territorio, inizia quando si stabilisce nella Media Valle del Tevere, tra Torgiano e Deruta, dove presto si afferma per la produzione di vino e olio. Nel 1962 Giorgio Lungarotti inaugura il secondo ciclo di vita dell’azienda con la prima annata di Rubesco e Torre di Giano a cui segue l’espansione sui mercati nazionali e internazionali. La vendemmia 1964 segna invece la prima produzione del Rubesco Riserva Vigna Monticchio, oggi considerato tra i più grandi rossi italiani. Nel 1968 Torgiano ottiene uno dei primi riconoscimenti italiani a DOC per il Rosso e il Bianco di Torgiano. Dopo la scomparsa di Giorgio, nel 1999, prende avvio una fase di rinnovamento: reimpianto dei vigneti, modernizzazione della cantina e introduzione di pratiche sostenibili. Il 2025 segna l’inizio di un nuovo ciclo con il Progetto 1962, che prende il nome dalla prima annata del Rubesco e Torre di Giano, le due etichette simbolo dell’azienda, rivisitate nella forma e nella sostanza. Non un semplice restyling, ma un cambio di passo: un’evoluzione nel pensiero, nelle persone, nella produzione e nella comunicazione che porta nel calice vini più territoriali, freschi e immediati, perfetti per raccontare lo stile di vita autentico dell’Umbria contemporanea: Rubesco 62 e Torre di Giano 62.

Una famiglia, una visione
L’azienda è un “affare di famiglia” nel senso più nobile del termine:
● Chiara Lungarotti: AD e agronoma, l’anima innovatrice che custodisce l’eredità della famiglia.
● Teresa Severini: tra le prime donne enologo in Italia, oggi alla guida della Fondazione Lungarotti e delle attività culturali legate al brand.
● Francesco e Gemma Zaganelli, i figli di Teresa: la terza generazione che porta Lungarotti nei mercati esteri e promuove l’arte legata al vino. Il valore umano è il vero pilastro: in cantina lavorano figli e nipoti degli storici collaboratori di Giorgio, le cui famiglie hanno lavorato per generazioni con Lungarotti, a testimonianza di un legame indissolubile con la comunità di Torgiano, che lo ha voluto onorare intitolandogli il viale su cui si affaccia la cantina.

Le Tenute di Torgiano
La cantina di Torgiano è un luogo magico, un susseguirsi di ambienti di grande suggestione tra cui il prezioso “caveau” dove sono custodite le vecchie annate delle riserve dai primi anni ’60 ad oggi. È qui che nascono il Rubesco Riserva Vigna Monticchio, un Sangiovese in purezza tra i più grandi rossi d’Italia, il Rubesco 62 – Rosso di Torgiano DOC e l’iconico San Giorgio – Umbria IGT dal respiro internazionale. Ma l’Umbria è anche terra di bianchi di carattere, come l’elegante Torre di Giano Vigna il Pino – singola vigna dedicata alla selezione di Torre di Giano – e il materico Chardonnay Aurente.
I 164 ettari di Torgiano includono i vigneti della Tenuta Pometo, che prende il nome da un vecchio casolare circondato da un frutteto di antiche varietà di pomi (mele e pere) recuperate da un vivaio di archeologia arborea umbro. In questa zona, per anni, Lungarotti ha condotto sperimentazioni con diversi vitigni autoctoni e internazionali. Sono nati così quattro vini monovarietali divertenti e di facile beva: Grechetto, Trespo, Pinot Grigio e Sangiovese. Tra i vigneti che si estendono sulla collina di Brufa, accanto a Torgiano, l’azienda vanta anche un oliveto di 12 ettari da cui si ricavano due tipologie di olio extra vergine d’oliva biologico: l’Olio EVO DOP Umbria Colli Martani e il Cantico, entrambi frutto delle cultivar locali Frantoio, Leccino e Moraiolo, raccolte in epoche diverse. Due prodotti simbolo che esprimono i profumi e gli aromi dell’Umbria più autentica.
La Tenuta Brancalupo a Montefalco 
Nella Tenuta Brancalupo dal 2000 il protagonista è il Sagrantino a fianco del tanto amato San-giovese. Qui il lavoro si gioca tutto su equilibrio ed eleganza, con una gestione sartoriale dei tannini. Accanto al Montefalco Sagrantino DOCG, al Montefalco Rosso DOC e al Montefalco Sagrantino Passito, dalla vendemmia 2024 l’azienda ha introdotto il Trebbiano Spoletino, un bianco minerale e vibrante che interpreta in chiave contemporanea uno dei vitigni più identitari dell’Italia centrale, oggi considerato tra i riferimenti di nicchia nelle migliori carte dei vini internazionali.

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Un’agricoltura ragionata e sostenibile 
Da anni Lungarotti aderisce alla certificazione di sostenibilità V.I.V.A., convinta che una viticoltura responsabile garantisca qualità e tutela dell’ecosistema. La filosofia aziendale si
riassume in 5 C: Campagna, Cantina, Cultura, Comunità e Continuità. Questa visione guida anche le scelte agronomiche più recenti, orientate a ridurre l’impatto ambientale e preservare la biodiversità. L’oliveto è certificato biologico.
I mercati
Il mercato italiano è centrale per Lungarotti, con una presenza capillare e un forte radicamento regionale. L’export rappresenta circa il 45% del fatturato e raggiunge oltre 50 Paesi. La Germania è storicamente uno dei mercati più importanti in Europa, mentre fuori dall’Unione Europea l’azienda è presente da decenni negli Stati Uniti, oltre che in Giappone, Canada, Hong Kong e Tailandia. Crescono anche i mercati del Messico, del Nord Europa e
dell’Australia, dove il vino italiano autentico e territoriale trova sempre più spazio nella ristorazione.

Non solo Vino: la cultura come destinazione
Per la famiglia Lungarotti, il vino è un fatto culturale da quando Giorgio Lungarotti e sua moglie Maria Grazia, pionieri nel promuovere il legame tra vino e cultura, crearono nel 1974 il Museo del Vino. Grazie alla loro visione, Torgiano è oggi un modello di valorizzazione del paesaggio agricolo e del patrimonio storico-culturale grazie a due realtà uniche al mondo:
● Museo del Vino – MUVIT: definito dal New York Times come “il migliore in Italia”. Oltre 3.000 pezzi che raccontano il vino dal 3° millennio a.C. ad oggi: reperti archeologici., attrezzi e corredi tecnici per la viticoltura e la vinificazione, contenitori vinari in ceramica di età medievale, rinascimentale, barocca e contemporanea, incisioni e disegni dal XV al XX secolo, da Mantegna a Picasso, testi di viticoltura ed enologia, manufatti d’arte orafa, tessuti ed altre testimonianze documentano l’importanza del vino nell’immaginario collettivo dei popoli del bacino del Mediterraneo e dell’Europa continentale.
● Museo dell’Olivo e dell’Olio – MOO: un percorso affascinante nella storia dell’ “oro verde”, dalle macchine olearie dell’antichità alle simbologie curative. Creato da Maria Grazia, su idea di Giorgio, e inaugurato nel 2000 ad un anno dalla sua scomparsa, il Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano – MOO rappresenta una naturale evoluzione del MUVIT. Ricavato da un antico molino ad olio e dalle abitazioni medioevali circostanti, si articola in undici sale: un percorso affascinante che illustra le caratteristiche botaniche dell’olivo, le cultivar più diffuse in Umbria, la storia e l’evoluzione delle macchine olearie, ma anche gli usi e le valenze simboliche, propiziatorie e curative attribuite all’oro verde nei secoli. Particolarmente interessante, la sezione sull’olio come fonte di luce, con una vasta collezione di lucerne, dall’epoca nuragica all’età neoclassica. Questa vocazione artistica è suggellata da Triple Twist, la scultura di Beverly Pepper che accoglie i visitatori della cantina a Torgiano: un obelisco che simboleggia le tre donne di casa Lungarotti, radicate a terra ma proiettate verso il firmamento nel conservare, sviluppare e innovare l’azienda rispettando la tradizione e le proprie radici.
“Arte e vino sono un connubio che da sempre caratterizza l’identità di Lungarotti – sottolinea Teresa Severini – a partire dai Musei di Torgiano, dedicati alla millenaria cultura dell’olio e del vino, fino alle collaborazioni con artisti contemporanei. Una contaminazione che assieme ai nostri vini ci permette di esportare nel mondo anche la storia e la cultura umbra e mediterranea”.

La Fondazione Lungarotti
Nata nel 1987 per volere dei coniugi Giorgio e Maria Grazia, la Fondazione Lungarotti è attiva da quasi 40 anni nella promozione della cultura del vino, dell’olio e nella conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico, oltre che nella rivalutazione dei “mestieri d’arte” della tradizione umbra. La Fondazione gestisce le attività del Museo del Vino – MUVIT e del Museo dell’Olivo e dell’Olio – MOO e cura mostre, eventi e pubblicazioni. 

Esperienza Lungarotti: tra vigne, storia e il diritto di rallentare
In Cantina

Visitare le tenute di Torgiano e Tenuta Brancalupo a Montefalco non è un semplice tour enologico, ma un’immersione totale nel mondo del vino a 360°. Il percorso inizia dove tutto ha origine: tra i filari, per poi scendere nel cuore silenzioso della produzione. Qui, tecnologie d’avanguardia incontrano il fascino antico delle grandi botti di legno, dove il vino riposa e pazientemente affina. Il viaggio si conclude con una degustazione guidata per scoprire come la famiglia Lungarotti riesca a raccontare il terroir, le proprie origini, le radici regionali e la propria visione attraverso il vino. Molte le alternative tra cui scegliere per poter vivere un’esperienza dedicata e facilmente fruibile sia da professionisti, appassionati ma anche dai tanti curiosi che si affacciano al mondo umbro e a quello del vino come pura esperienza.

Ospitalità: la vita lenta
L’ospitalità Lungarotti è un invito ad assaporare il tempo al ritmo della “vita lenta”. Se si cerca un rifugio dove staccare la spina, i borghi di Torgiano e Montefalco sono una risposta naturale. A Torgiano, sulla collina di Brufa, Poggio alle Vigne è un agriturismo con 10 appartamenti frutto della ristrutturazione di un casolare in pietra seicentesco e dei suoi annessi, curati nei minimi dettagli: una vera e propria oasi di pace, luogo ideale per riscoprire i suoni della natura senza rinunciare al comfort. Il Poggiolo è un “nido” romantico ricavato da un annesso agricolo, circondato dai vigneti del Rubesco. L’ideale per chi cerca privacy assoluta, silenzio e un pizzico di quella magia che solo le colline umbre sanno regalare. Tenuta Brancalupo a Montefalco chiude la proposta di “vita lenta” di Lungarotti con una boutique winery dove la cantina ipogea immersa tra i vigneti diventa preludio di un’esperienza di degustazione che unisce il fascino territoriale all’eleganza sobria della famiglia. La bellissima location, ricavata in un edificio signorile ispirato a una casa di caccia, è da anni una meta ambita per eventi e matrimoni.

Il gusto del territorio
L’esperienza Lungarotti passa anche per la tavola, con due tappe imperdibili a Torgiano:
 L’Enoteca della Cantina: uno spazio rinnovato e accogliente dove si assaggiano (e acquistano) i prodotti dell’azienda, accompagnati dai classici assaggi e piccoli piatti della tradizione culinaria umbra.
 L’Osteria del Museo: situata proprio accanto al Museo del Vino, dona alla cucina regionale una veste più contemporanea, creando abbinamenti perfetti con le etichette storiche della famiglia. http://www.lungarotti.it

Fonte: Ufficio Stampa
ZEDCOMM
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