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Rufina, settembre 2019

L’areale del Chianti Rufina è uno storico territorio incastonato tra Firenze a nord-ovest e le  montagne dell’Appennino Tosco-emiliano, il cui baricentro è a Rufina. Gli altri comuni ove viene prodotto il celeberrimo Chianti Rufina  sono Pontassieve,  Londa, Dicomano e Pelago. Uno straordinario lembo di terra caratterizzato da terrazzamenti,  valli strette e profonde e dirupi che le donano un profilo quasi montano.  Vigneti e oliveti sono intervallati da  fitti e secolari boschi con piccoli e affascinanti borghi con molte costruzioni in  pietra. Fin dal 1716, data del Bando de’ Vini promulgato dal Granduca Cosimo III de’ Medici, il territorio di Pomino, buona parte dell’attuale Chianti Rufina, era considerato uno delle quattro regioni viticole della Toscana di maggior pregio, assieme ad una parte dell’attuale Chianti Classico, del Carmignano e del Valdarno di Sopra.

Con il Decreto Ministeriale del 1932 fu stabilita la prima delimitazione territoriale del vino Chianti e le varie specificazioni geografiche, fra cui anche quella di Rufina. Al 1967 risale la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e del 1984 l’assegnazione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
Quella di Rufina la più piccola tra le sette specificazioni del Chianti: occupa una superficie di 12.483 HA, con 750 HA iscritti all’Albo destinati a diventare circa 1000 con una produzione di circa 27.000 HL corrispondenti a 3.500.000 bottiglie sul mercato ogni anno.

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Settembre 2019

Il vitigno maggiormente coltivato è il Sangiovese che secondo il disciplinare non può scendere al di sotto del 70%, per la restante percentuale possono essere utilizzati vitigni sia autoctoni che alloctoni autorizzati. Tuttavia, molti produttori lo ottengono con Sangiovese in purezza. La conformazione geologica del terreno è composta da pietre calcaree, galestro e alberese; l’esposizione solare a Sud Sud-ovest su terreni di altitudine fino a 400 mt slm che consente all’uva dei vigneti di raggiungere una ottimale maturazione; il microclima con escursioni termiche importanti tra giorno e notte, contribuisce al mantenimento delle note aromatiche e a sviluppare spiccate acidità. Ne risulta un vino elegante, con una personalità decisa, giustamente tannico con importante acidità, un profumo che rimanda ad un complesso bouquet di frutti di bosco e spezie. Un vino, altresì, caratterizzato da una singolare longevità. Considerato, per tutte le caratteristiche sensoriali  il più simile al Chianti Classico. Alcune notizie derivano dal sito del Consorzio Chianti Rufina. Personalmente bazzico molto l’areale del Chianti Classico, sono venuto qui lo scorso anno e devo dire di esserne rimasto positivamente colpito. Buona lettura

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Immagine dal web

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