Visite in azienda

Visita presso la Tenuta Sant’Isidoro

Durante l’evento DiVino Etrusco, tenutosi a Tarquinia, ho avuto l’opportunità di visitare la Tenuta Sant’Isidoro, arricchendo la mia partecipazione alla manifestazione con una conoscenza più diretta di una realtà agricola del territorio. L’esperienza è stata possibile grazie al prezioso supporto del giornalista enogastronomico Carlo Zucchetti, che ha favorito la visita e l’incontro con il mondo agricolo locale.

La Tenuta Sant’Isidoro nata alla fine degli anni Trenta del secolo scorso lungo la costa della Maremma laziale, la Tenuta si estende su circa 817 ettari, in un territorio che ne custodisce la storia e contribuisce a definirne l’identità. Il legame con questa terra rappresenta il filo conduttore di un percorso che attraversa tre generazioni della famiglia Palombi, da sempre impegnata nella conduzione dell’azienda con dedizione e continuità. Un patrimonio di conoscenze, esperienze e valori tramandato nel tempo, che viene preservato e arricchito attraverso una costante apertura all’innovazione, nel dialogo tra la memoria del passato e le possibilità offerte dal presente. Questo impegno si rinnova nel rispetto della natura, dei suoi ritmi e delle peculiarità del territorio, elementi centrali nella filosofia della tenuta e nel suo modo di interpretare il rapporto tra la terra, il lavoro e la produzione vinicola.

La degustazione, accompagnata da una selezione di prelibatezze locali, ha offerto l’occasione di conoscere più da vicino i vini dell’azienda attraverso un percorso che ha dato spazio anche al contesto gastronomico del territorio. L’incontro tra i calici e le specialità proposte ha contribuito a inserire l’assaggio in una cornice più ampia, nella quale la produzione della tenuta è stata raccontata anche attraverso il suo legame con i sapori locali. Protagonisti della degustazione sono stati il Soraluisa Lazio IGP Bianco 2025 e il Soremidio Lazio IGT Rosso, quest’ultimo presentato nelle annate 2023, 2019 e 2016. Alla scoperta del bianco si è così affiancato un confronto tra tre diverse annate del rosso, offrendo la possibilità di soffermarsi sulle sfumature di ciascuna e di osservare come il trascorrere del tempo possa influire sull’espressione del vino. La lettura in parallelo delle annate ha invitato a considerare tanto gli elementi di continuità quanto le differenze, ponendo l’attenzione sul rapporto tra l’identità del Soremidio e la sua evoluzione. Ne è emerso un percorso di approfondimento che ha incoraggiato un approccio attento alla produzione di Tenuta Sant’Isidoro, andando oltre il singolo assaggio per mettere in dialogo i vini, il tempo e il territorio da cui provengono. Un’occasione per avvicinarsi alla storia dell’azienda attraverso i suoi calici, riconoscendo nella degustazione un momento di scoperta e di comprensione del lavoro che ne accompagna la produzione.

Sito di riferimento: https://santisidoro.net/it/

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