L’Abbazia di Novacella ottiene la certificazione FairChoice:
“la sostenibilità è nel nostro DNA da 900 anni”
Il riconoscimento arriva al termine di un percorso di due anni che ha portato la storica cantina a ripensare i propri processi secondo una visione integrata di sostenibilità: bottiglie leggere, energia rinnovabile e coinvolgimento dei conferitori.Novacella (BZ), 28 settembre 2026 – L’Abbazia di Novacella ha ottenuto nei giorni scorsi la certificazione FairChoice, uno standard di sostenibilità tedesco che valuta in maniera complessiva gli aspetti ambientali, economici e sociali dell’intera filiera vitivinicola. Il riconoscimento è arrivato al termine di un percorso durato circa due anni, dedicato alla revisione e allo sviluppo dei propri processi secondo un modello di sostenibilità a 360°. La certificazione, verificata attraverso un audit indipendente, è già valida per la vendemmia 2025. A partire dalla vendemmia 2026, il logo FairChoice sarà inoltre presente sulle bottiglie della cantina attiva fin dal 1142.
UN PERCORSO CHE VIENE DA LONTANO
«La sostenibilità fa parte del DNA dell’Abbazia di Novacella. Senza un approccio sostenibile non sarebbe mai stato possibile portare avanti un’attività per quasi 900 anni» afferma il direttore della cantina Werner Waldboth. «Da sempre cerchiamo di lasciare alla generazione successiva una struttura nelle stesse condizioni, o possibilmente migliori, di come l’abbiamo ricevuta. Oggi le sfide sono cambiate e, accanto alla continuità economica e sociale, emerge con sempre maggiore forza quella ambientale. Il percorso FairChoice nasce proprio dalla volontà di affrontare questi temi in modo strutturato e verificabile».
UN IMPEGNO CONCRETO
Nel corso dei due anni di preparazione, l’Abbazia di Novacella ha analizzato e sviluppato i propri processi in diversi ambiti: dall’uso efficiente delle risorse alla tutela dell’ambiente e della biodiversità, fino agli aspetti sociali ed economici.
Tra gli interventi già realizzati, la cantina utilizza bottiglie leggere da 410 grammi per tutti i propri vini, con un risparmio di circa 60 tonnellate di vetro all’anno e una conseguente riduzione del 16% delle emissioni di CO2 relative al trasporto.
Sul fronte energetico, nel 2025 è stato inoltre installato un impianto fotovoltaico da 145 kWp, che consente di coprire circa il 50% del fabbisogno energetico della cantina.
A questi interventi si aggiunge l’impiego di auto aziendali elettriche, una scelta che contribuisce a ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti legati alle attività dell’azienda e promuove una cultura di mobilità alternativa.
UN RISULTATO COLLETTIVO
FairChoice considera la sostenibilità secondo un approccio integrato, che comprende la tutela dell’ambiente e della biodiversità, l’uso efficiente delle risorse, la responsabilità economica, le condizioni di lavoro e il rapporto con il territorio e con la filiera. Il percorso di certificazione ha quindi coinvolto anche le circa 60 famiglie della zona che conferiscono le proprie uve alla cantina, che sono tenute a rispettare i criteri previsti dal programma. «All’inizio pensavo che coinvolgere tante persone e realtà diverse potesse essere uno degli aspetti più difficili» dichiara il direttore. «Invece, fin dall’inizio i nostri conferitori hanno compreso l’importanza del percorso e lo hanno accolto con grande disponibilità. È uno degli aspetti di cui siamo più orgogliosi».
UN CAMMINO CHE PROSEGUE
«Per noi è molto importante poter certificare oggi il nostro impegno e dimostrare che lavoriamo in modo sostenibile, che crediamo in uno sviluppo che vada di pari passo con la natura e con le persone. Ma FairChoice non rappresenta per noi un punto di arrivo, bensì una conferma del percorso intrapreso e uno stimolo a continuare a migliorare», conclude Waldboth.
Per l’Abbazia di Novacella, la certificazione riconosce quindi un impegno che guarda oltre il presente: continuare a produrre vino preservando le risorse naturali, valorizzando le persone e mantenendo vivo il legame con il territorio.
Una responsabilità che ben si inserisce nella storia millenaria dell’Abbazia e che, generazione dopo generazione, punta a creare le condizioni perché la viticoltura possa continuare a vivere e prosperare anche in futuro in Valle Isarco.


