Terredora

Il mio Vinitaly edizione 2019 è iniziato con l’azienda Terradora, nel loro stand all’ interno del Padiglione Campania. Oltre a degustare molti dei loro vini, ho parlato a lungo con la Signorina Masrtoberardino.  Terredora ha valorizzato e concentrato la riscoperta di vitigni autoctoni della Campania: Aglianico, Fiano, Greco e Falanghina contribuendo da protagonista al Rinascimento viticolo di questa storica e straordinaria regione.terredora-dipaolo-irpinia-wines-29065
Walter e Dora Mastroberardino insieme ai figli Daniela, Lucio e Paolo, sono gli artefici di questa storia di successo. Per realizzare la cantina fu scelta la località di Montefusco, capoluogo un tempo del Principato d’Ultra, oggi corrispondente all’attuale Irpinia, ed ideale baricentro delle vigne dislocate a raggiera.
La moderna cantina è incastonata nel suggestivo scenario naturale di Serra di Montefusco, a circa 650 s.l.m., da cui si dominano le tre zone di produzione dei vini a D.o.c. e D.o.c.g. Irpini: la Valle del fiume Sabato per il Fiano di Avellino e Greco di Tufo, la Valle del fiume Calore per il Taurasi. Con 200 ettari di vigneto di proprietà nelle aree più vocate della provincia di Avellino è, oggi, tra le aziende di maggior dimensione del Meridione. In Irpinia, grazie a un felice ambiente pedoclimatico, i vini acquistano la loro ben definita personalità.
In particolare, l’altitudine delle vigne aziendali, i suoli e le conseguenti escursioni termiche conferiscono ai vini Terredora bouquet fruttati, intensi, eleganti e gentili. Vini di qualità elevata, prodotti con cure attente in vigna e in cantina, che raccontano le emozioni di un territorio, le sue tradizioni, la sua antica cultura enologica. Note di degustazione di alcuni dei loro vini da me degustati:

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Campore Fiano d’Avellino Docg 2015, nel calice una tonalità giallo paglierino dai riflessi dorati, al naso sprigiona eleganti profumi di frutti maturi, dalla pera agli agrumi, e note finissime di miele, fiori di acacia e vaniglia. Al gusto è morbido, complesso ed elegante e di buona struttura.

Pago dei Fusi Taurasi Docg 2011, nel calice una tonalità rubino intenso, al naso  è complesso con aromi di ciliegia matura, sentori di spezie dolci, prugna, tabacco, pepe, catrame. Pieno, morbido e vellutato al palato, si caratterizza per tannini dolci ed eleganti, lunghe note di frutta e un finale speziato.

Taurasi Riserva Docg 2008, nel calice una tonalità rubino intenso con riflessi granati, al naso offre un bouquet ampio e complesso, intenso, con note di ciliegia, frutti di bosco, sentori speziati di viola, tabacco e note minerali. Pieno e austero, vellutato e giustamente tannico, al palato si caratterizza con note di prugna, amarena e pepe nero. Un vino di grande potenzialità di invecchiamento.

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