By Adriano Guerri

Castiglione d’Orcia è un comune italiano di 2 308 abitanti della provincia di Siena in Toscana. Situato al centro della Val d’Orcia, a poca distanza dalla strada statale Cassia e Francigena, arroccato su una collina, propaggine della pendice settentrionale del monte Amiata, a lato della valle, comprende anche le frazioni di Rocca d’ Orcia, borgo medievale situato su un colle roccioso impervio sopra il quale svetta la Rocca di Tentennano (o Tintinnano), Campiglia d’Orcia, Gallina, Vivo d’orcia, Ripa d’Orcia (dove spicca l’omonimo castello) , e di Bagni San Filippo, località termale. Qui si trova Podere Forte.

Podere Fortedig

Oggi con un alcuni amici e soci dell’ Amira  (Associazione Maitres Italiani Ristoranti Alberghi) ci siamo recati per una visita in questa bellissima azienda vitivinicola. Passando in auto vicino alla scuola media Francesco Petrarca, (frequentata da me negli anni settanta) mi ritornano in mente tanti ricordi e mi arriva al naso una nota odorifera di lapis, poco più avanti il campo sportivo che mi ricorda le sbucciature di ginocchia, quando si giocava a calcio; sezione A contro la B. Da qui percorriamo una strada che ci conduce a Podere Forte.

digDi fronte a noi una bellissima vista su Ripa d’Orcia, Castello di Velona e Montalcino. Tutti i miei amici rimangono stupiti di tanta bellezza  e vista mozzafiato esclamando fantastico, meraviglioso.

 

La Signora Giulia ci accoglie con grande professionalità e ospitalità, partiamo dalla parte più alta della cantina, probabilmente perché qui arrivano le uve e sono loro le protagoniste della buona riuscita di un grande vino.IMG_20171214_155341.jpg

 

Al piano sottostante la zona di vinificazione, procediamo ancora  per arrivare ancora ad  un piano inferiore, laddove il vino fa il suo elevage in piccoli botti di legno  rigorosamente francese, appositamente preparate per l’azienda. Ad ogni  vitigno la propria tostatura. Durante il percorso la Signora Giulia ci dà  informazioni dettagliate. Arriviamo nella zona degustazione con vista sempre su Ripa d’Orcia e iniziamo la degustazione per aprire un rosé 2014 da uve di Sangiovese. Seguiranno i tre gioielli dell’azienda.

 

Petruccino 2015

Note degustative:

davTonalità rosso rubino con riflessi porpora, unisce grande complessità e profondità aromatica ad una concentrazione tipica dell’annata.
Regala note di frutta a bacca rossa e confettura di ciliegie. Florealità e balsamicità sono ben integrate alle piacevoli note tostate. Al palato si presenta con un tannino setoso, una struttura fine ed il tipico allungo
minerale del Sangiovese, completato e supportato da un ottima acidità. La finezza della trama e un perfetto equilibrio donano grande eleganza al vino. UVAGGIO: 60% Sangiovese, 40% Merlot. Vino di bellissimo frutto, sorprende per la sua vigorosa struttura, dopo soli due anni dalla vendemmia. Grazie ai lavori intensi dedicati al miglioramento dei suoli, infatti, Petruccino è diventato un vero premier cru, espressione ispirata dei terreni eccellenti del Podere

Petrucci 2009IMG_20171214_155409.jpg

Note degustative: tonalità rosso rubino con riflessi granato. Al naso si avvertono eleganti sensazioni fruttate di ciliegia, le note floreali sono seguite da una speziatura dolce di noce moscata, chiodi di garofano e cannella, nel finale si avvertono note balsamiche di
eucalipto e cioccolato after eight. Palato dolce e avvolgente dove
ritornano le spezie con sensazioni fruttate. Nel finale si avverte una buona mineralità. Sangiovese al 100%, ecco Petrucci, dal nome storico del Podere. Un’antica vite presso una quercia centenaria è stata recuperata come simbolica genitrice delle uve che danno vita a questo vino. Petrucci sa rendersi indimenticabile, come le terre da dove nasce.

 

Guardiavigna 2009

Note Degustative:IMG_20171214_155359.jpg tonaltà rosso  porpora con riflessi violacei. Naso caratterizzato da una bella concentrazione di piccoli frutti (mirtilli, more e cassis), confettura di more. Note speziate di cardamomo, pepe nero e noce moscata sono seguite da sentori di ginepro ed erbe aromatiche, il palato è morbido e armonioso, supportato da una bella acidità e mineralità. Uvaggio: 60% Cabernet franc, 25% Merlot, 15% Petit Verdot. Il nome deriva dalla torre che segna il punto più alto del Podere. La stessa dalla quale Gigiotto di Rocca d`Orcia,tornato dalle campagne napoleoniche, difendeva le sue uve dai banditi che infestavano la zona. Elegante, armonico e ben strutturato, restituisce tutto il sole e i profumi della Toscana più bella, quella serena, libera da briganti.

La visita si conclude con un aperitivo a base di bollicine prodotte da Sangiovese con salumi di produzione dell’omonima azienda a Rocca d’Orcia, al Ristorante Perillà, appena insignito da 1 stella Michelin.

Colgo l’occasione per ringraziare augurando buone feste .

 

 

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