Degustazioni

Amaracmand, dalla terra al cuore

Desidero ringraziare Maddalena Mazzeschi per avermi fatto conoscere l’azienda vitivinicola Amaracmand in occasione del Vinitaly e per avermi offerto, nei successivi incontri, ulteriori opportunità di approfondirne la realtà e la produzione. Dopo aver recentemente degustato i vini dell’azienda, ritengo opportuno dedicare uno spazio alla sua storia e al contesto territoriale romagnolo in cui si inserisce, prima di procedere all’analisi sensoriale delle singole etichette. Questo percorso introduttivo consentirà di collocare gli assaggi in una prospettiva più ampia, offrendo al lettore elementi utili per comprendere il legame tra i vini, l’identità aziendale e il territorio di provenienza.

Amaracmand: un nome che si imprime subito nella memoria… oppure richiede un po’ di tempo. Il suo significato richiama l’espressione abbi cura di te, che la nonna ripeteva sempre a Marco Vianello, contitolare dell’azienda insieme alla moglie Tiziana Matteucci. La coppia ha rilevato la tenuta nel 2012 a Sorrivoli, frazione del comune di Roncofreddo, in provincia di Forlì-Cesena, sulle colline cesenati. In questo incantevole lembo di Romagna, la famiglia Vianello coltiva la vite in regime biologico su oltre 12 ettari di vigneti, adagiati in un anfiteatro naturale dai terreni ricchi di arenaria, tufo, sabbia e argilla.

Tra i vitigni a bacca bianca maggiormente coltivati figurano varietà autoctone quali Bombino Bianco, Trebbiano, Grechetto gentile, noto anche come Pignoletto, e Albana. Tra quelli a bacca nera prevale il Sangiovese, affiancato da varietà internazionali come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah e Alicante.

I vini sono prodotti con l’indicazione geografica tipica Rubicone, anziché con la denominazione di origine controllata Romagna, evidenziando così il legame con funa specifica area geografica. Il nome richiama il fiume reso celebre dall’attraversamento di Giulio Cesare, evento che segnò l’inizio della guerra civile romana. Da questo episodio deriva l’espressione passare il Rubicone, tuttora utilizzata per indicare l’assunzione di una decisione importante e irrevocabile.

Il richiamo al Rubicone si ritrova anche nella musica contemporanea: Bob Dylan ha composto e interpretato Crossing the Rubicon, mentre i Rolling Stones gli hanno dedicato Streets of Love.

La cantina, di recente costruzione e interamente ipogea, si integra perfettamente nel paesaggio. È dotata delle più moderne attrezzature tecnologiche e di un purificatore d’aria che previene la formazione di muffe e batteri contaminanti. Questo sistema evita il ricorso a prodotti nocivi per la sterilizzazione e consente di produrre vini senza solfiti aggiunti, ad eccezione del Libumio.

Nei vigneti e in cantina, ogni attività viene svolta con meticolosa cura e attenzione alla sostenibilità ambientale, grazie a personale specializzato e di fiducia. Il sistema di allevamento adottato è il Guyot, ad eccezione del Perimea, allevato a cordone speronato. Le rese per ettaro sono molto basse, pur variando di anno in anno. La vendemmia viene effettuata rigorosamente a mano e le fermentazioni sono spontanee.

Questi sono i vini che ho recentemente degustato:

Rubicone Bianco IGT Spumante Madame Titì Brut Nature 2024 – Metodo Martinotti, con 85% Bombino Bianco (Pagadebit) e, per il restante 15%, Grechetto Gentile o Pignoletto, Albana e Trebbiano. Giallo dorato intenso, con perlage sottile, sviluppa al naso sentori di pesca, albicocca, nespola, mela, agrumi, miele e pan brioche. Il sorso è vibrante, cremoso, saporito e persistente.

Rubicone Bianco Bio IGT Libumio 2025 – Bombino Bianco (Pagadebit) 85%, con un saldo di Grechetto Gentile o Pignoletto, Incrocio Manzoni e Trebbiano. Giallo paglierino luminoso, emana note di mela, pera, susina ed erbe aromatiche. Al gusto è rinfrescante, sapido, coerente con il profilo olfattivo e persistente.

Rubicone Sangiovese IGT Perimea 2024 – Sangiovese in purezza. Rosso rubino intenso, rivela al naso sentori di violetta, ciliegia, mirtillo e ribes rosso, accompagnati da note balsamiche e speziate. Al palato presenta una piacevole trama tannica, ben integrata con freschezza e sapidità, e un finale lungo e persistente.

Rubicone Sangiovese IGT Imperfetto 2022 – Sangiovese 85%, con il restante 15% composto da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah e Alicante. Di un bel rosso rubino intenso e profondo, libera al naso sentori di amarena, cassis, prugna, mora, sottobosco, liquirizia e spezie. Al gusto è avvolgente, con tannini setosi, una piacevole bevibilità e una lunga persistenza aromatica.

Sito di riferimento: https://www.amaracmand.com/

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