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Siena,e le sue importantissime Docg, scalano la vetta del mondo.

Ben 5 etichette tra le prime 20 al mondo, della Top 100 della Bibbia del Vino, Wine Spectator, sono provenienti da un unica provincia, avete già capito che sto parlando di Siena. Siena è il baricentro di importantissime Docg e Doc. Secondo l’ autorevolissima rivista americana è diventata un quarto di tutte le zone vitivinicole del Pianeta. Potrei sembrare fazioso, ma questa è la lista :

3°: Castello di Volpaia Chianti Classico Riserva 2015

11°: Carpineto Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2013

15°: Canalicchio di Sopra Brunello di Montalcino 2013

17°: Caparzo Brunello di Montalcino 2013

19°: San Felice Chianti Classico 2016

Provenienti da 3 aree vitivinicole diverse

Chianti Classico

Il vino Chianti è nato nell’ omonima regione collinare tra Siena e Firenze e da essa deriva il suo nome, si è poi propagato in altre zone della Toscana. Nel 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III fissò in un bando i confini della zona di produzione del Chianti, area compresa tra le città di Firenze e Siena in cui nasceva l’omonimo vino, che già allora riscuoteva grande successo. th (28)Allora nel territorio chiamato “Chianti” si produceva il vino “Chianti” Fu così che nel 1924, i suoi produttori fondarono il “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d’origine” per tutelarne la produzione. Il simbolo scelto fin da subito fu il Gallo Nero, storico emblema dell’antica Lega Militare del Chianti.Nel 1932, attraverso uno specifico decreto ministeriale, fu aggiunto il suffisso “Classico” per distinguere il Chianti prodotto nella zona di origine. Da allora il vino Chianti è quello prodotto al di fuori dell’area geografica chiamata “Chianti” (in diverse zone che si aggiungono spesso al nome: Chianti Rufina, Chianti Colli Senesi, Chianti Colli Aretini, Chianti Colli Pisani), mentre il Chianti Classico è il vino prodotto nella zona di origine chiamata “Chianti”.

La leggenda narra che al tempo delle lotte medievali  Firenze e Siena, da sempre in guerra per il possesso di questo preziosissimo angolo di Toscana ed entrambe stanche di battaglie sanguinose, decidessero di regolare la questione con un singolare arbitrato.

Le due città decisero infatti di affidare la definizione del confine ad una prova tra due cavalieri, uno con i colori di Firenze ed uno con i colori di Siena. Il confine fiorentino-senese sarebbe stato fissato nel punto dove i due cavalieri si fossero incontrati partendo all’alba dalle rispettive città, al canto del gallo. I senesi scelsero un gallo bianco e lo rimpinzarono di cibo, convinti che all’alba questo avrebbe cantato più forte, mentre i fiorentini scelsero un gallo nero che lasciarono a stecchetto. Il giorno della prova, il gallo nero fiorentino, morso dalla fame, cominciò a cantare prima ancora che il sole fosse sorto, mentre quello bianco, senese, dormiva ancora beato perché ancora sazio.

Il cavaliere fiorentino, al segnale convenuto, si mise subito al galoppo, mentre il collega senese dovette aspettare ancora molto prima che l’altro volatile si decidesse a cantare: il risultato della pacifica tenzone fu che i due cavalieri si incontrarono a soli pochi km dalle mura di Siena, in località Fonterutoli.Mappa-Chianti-Classico

I comuni per la produzione di questo celeberrimo vino sono nelle due province ,Siena e Firenze, e sono  Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.

Il Chianti Classico viene prodotto con uve Sangiovese per almeno l’80% (ma anche utilizzate in purezza). Al blend del Chianti Classico possono contribuire altri vitigni, esclusivamente a bacca rossa, a partire da quelli autoctoni, come Canaiolo Nero e Colorino, ma anche dai principali vitigni internazionali, leggi Merlot e Cabernet Sauvignon. Prima delle modifiche dell’attuale disciplinare si poteva ottenere anche con una piccola percentuale di uva a bacca bianca, nota come la ” Formula del Barone di Ferro”. Il 9 agosto del 1967, un giorno  molto importante, le viene attribuita la Doc, seguirà nel luglio del 1984 la tanto attesa e meritata Docg. Un vino che si è sempre mantenuto a cresta alta sulla cresta dell’onda. Le caratteristiche del clima, del terreno e le diverse altitudini rendono il territorio del Chianti una regione vocata alla produzione di vini di qualità.

Vino Nobile di Montepulciano

Montepulciano è posto a 605 metri sul livello del mare, in un lembo di terra incastonato tra la Valdichiana e la Val d’Orcia, ai confini con  la Regione Umbria. th (16)Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C.  Montepulciano è nota soprattutto per la ricchezza dei suoi vigneti da dove si ricava il Vino Nobile, uno dei più pregiati vini rossi italiani. La consacrazione di questo vino arriva nel 1685, quando Francesco Redi nel suo celebre ditirambo Bacco in Toscana conclude i versi dedicandogli “Montepulciano d’ogni vino è Re”. Bevuto durante i pasti dei signori, gli è valso l’appellativo di “Nobile”. Con la nascita della Doc nel 1966 e le nuove esigenze del disciplinare, i produttori hanno fatto un vero e proprio cambiamento con nuove cantine e riconverzione di nuovi impianti nei vigneti. Seguirà nel 1980 il riconoscimento della Docg assieme ad altri vini importanti come il vicino Brunello di Montalcino, il Barolo ed il Barbaresco. A causa di un minore periodo d’ invecchiamento, è stato immesso per primo sul mercato con la fascetta di Stato.th (26) 

Vino di straordinaria qualità, molto apprezzato, che trova estimatori in Italia e in tutto il resto del Mondo. I terreni migliori sono stati individuati nelle zone di Caggiole, Sanguineto, Gracciano e Cervognano. Il vitigno principale è il Sangiovese, denominato a Montepulciano “Prugnolo Gentile”, per un minimo del 70%. Possono inoltre concorrere fino ad un massimo del 30% i vitigni complementari a bacca rossa idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, purchè i vitigni a bacca bianca non superino il 5%.

Brunello di Montalcino

Montalcino è un comune italiano della provincia di Siena in Toscana. È una località nota per la produzione del vino Brunello. Si colloca nel territorio a nord-ovest del Monte Amiata, alla fine della Val d’Orcia, al confine con la provincia di Grosseto. Il Brunello di Montalcino può essere considerato, insieme al Barolo, il vino rosso italiano dotato di maggiore longevità.

3379_montalcino-vedutaVino rosso, perla  che l’enologia italiana ha saputo esprimere con risultati più che soddisfacenti. La sua affermazione è notevole sia in Italia che nel resto del Mondo. Nel 1966 il suo rilancio con l’ottenimento della Doc e la nascita del Consorzio di Tutela, hanno permesso di fare notevoli passi in avanti con ammodernamenti in cantina e rinnovamenti di nuovi vigneti quasi esclusivamente con Sangiovese. Seguirà nel 1980 l’arrivo della Docg, uno tra i primi vini in Italia ad ottenere questo prestigioso riconoscimento. Da qui  con modifiche al precedente disciplinare, già severo, è stato raggiunto un ulteriore innalzamento in termini di qualità. th (26brunelloIl territorio presenta aspetti pedo-climatici e sotto il profilo geologico diversi in ogni zona. A nord si ottengono vini di buona struttura, profumati ed eleganti, ad est vini più tannici adatti all’invecchiamento, a sud vini di grande struttura, molto profumati, ad ovest, vini eleganti, armonici, da lungo invecchiamento.

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