Comunicato Stampa

Gin.Ghiale al Mare – Nasce il nuovo gin che profuma di costa maremmana

Dalla macchia dell’Alta Maremma alla pineta e alla spiaggia, il progetto di Marco Tomberli e Matteo Guarnieri segue idealmente il viaggio estivo del cinghiale e dà vita a un Distilled Gin prodotto in quantità limitata nel rispetto della flora spontanea
Seguendo idealmente il cammino estivo dei cinghiali, il progetto Gin.Ghiale, partito dai boschi della Maremma, arriva fino alla costa, per dare vita al nuovo Distilled Gin Gin.Ghiale al Mare, ideato da Marco Tomberli e Matteo Guarnieri, rispettivamente cuoco e titolare del ristorante Il Baracchino di Tirli, in provincia di Grosseto, prodotto con il supporto di Priscilla Occhipinti, master distiller della Distilleria Nannoni di Paganico (GR).
Gin.Ghiale nasce nel settembre 2025 con l’idea di raccontare la Maremma attraverso le sue botaniche spontanee. È Marco Tomberli a raccogliere personalmente erbe, bacche, foglie, radici e fiori che vengono poi affidati alla distilleria Nannoni di Paganico. Il primo prodotto, Gin.Ghiale “Spirit of Tirli”, è un London Dry ispirato ai boschi e alla macchia mediterranea dell’Alta Maremma, arrivato alla quarta releasee e a oltre 4.000 bottiglie prodotte. Nel giugno 2026 è stato insignito della Silver Medal ai World Gin Awards di Londra.
Con Gin.Ghiale al Mare il progetto cambia paesaggio, ma non filosofia. L’idea nasce osservando i comportamenti dei cinghiali: con l’avanzare dell’estate e con la macchia dell’entroterra sempre più asciutta, gli animali tendono a scendere verso valle alla ricerca di acqua e cibo, spingendosi in alcuni casi fino alla spiaggia. Da qui la scelta di seguire idealmente il loro percorso e spostare la ricerca delle botaniche tra la duna, la pineta e il mare.
Il lavoro sul nuovo gin è iniziato con un sopralluogo e una raccolta a campione delle piante presenti tra la pineta e la spiaggia di Castiglione della Pescaia e Punta Ala. Foglie e fiori sono stati raccolti e portati ancora freschi a Priscilla Occhipinti. Dal confronto sui diversi profumi e sentori, e dallo studio delle botaniche, è nata una prima bozza della ricetta, successivamente sviluppata con l’obiettivo di ottenere un gin fresco, profumato delicato, capace di rappresentare al meglio la costa maremmana.
Protagonista è il pino marittimo (Pinus pinaster), a cui si affiancano mirto selvatico (Myrtus communis),rosmarino selvatico (Salvia rosmarinus), cisto di Creta (Cistus creticus), finocchio di mare (Crithmum maritimum)e Fumaria parviflora, conosciuta localmente come “finocchietto di mare”.
Anche il metodo di lavorazione è stato ideato con l’obiettivo di preservare le caratteristiche delle piante appena raccolte. I fiori e le infiorescenze più delicate vengono sottoposti a un’infusione a freddo, per conservarne profumi e sentori che potrebbero andare perduti durante la distillazione. Le botaniche della pineta destinate alla distillazione vengono invece utilizzate fresche. Raccolte al mattino, sono messe in infusione dopo pochissime ore, mantenendo anche l’acqua di vegetazione delle piante cresciute a stretto contatto con la salsedine marina.
La scelta di produrne un numero limitato di bottiglie nasce anche da una precisa attenzione alla raccolta: duna e pineta sono ambienti vulnerabili ela volontà di Tomberli e di Guarnieri è quella di prelevare le botaniche senza intaccarne la flora. Proprio per questo la quantità prodotta sarà legata alla disponibilità naturale delle piante. Le bottiglie saranno numerate e in etichetta comparirà anche l’anno della raccolta; una sorta di “annata” pensata per poter osservare nel tempo anche i cambiamenti delle botaniche utilizzate anno dopo anno.
www.ginghialetirli.it

Gin.Ghiale
Fonte: Ufficio Stampa Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica e Studio Umami Roberta Perna – http://www.robertaperna.com – http://www.studioumami.comMail – Tel. 329.9293459

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