Collio Evolution si è aperta ieri a Gorizia con la masterclass di Daniele Cernilli e il convegno inaugurale, dove Nomisma Wine Monitor ha presentato la ricerca sui vini del Collio nella ristorazione italiana. Oggi l’evento entra nel vivo a Cormòns con la masterclass di Cristina Mercuri MW e i banchi d’assaggio di 50 aziende. Oltre 60 i giornalisti italiani e stranieri ospiti della Denominazione.
Cormòns, 25 ottobre 2026. Si è aperta ieri a Gorizia la seconda edizione di Collio Evolution, l’evento istituzionale del Consorzio Tutela Vini Collio dedicato quest’anno al Pinot Grigio, raccontato oltre il vitigno come espressione del territorio. Ad aprire il programma, all’UGG, è stata la masterclass di Daniele Cernilli, fondatore di DoctorWine, “L’evoluzione del Pinot Grigio nel Collio”: dalle origini e con la diffusione del vitigno alla viticoltura del Collio dagli anni Sessanta in poi, con un percorso di dieci vini che ha messo a confronto cinque ramati – la versione da cui tutto è partito – e cinque Pinot Grigio vinificati in bianco, dai “pionieri” alle interpretazioni di oggi.
In serata, nella Sala Verdi di Palazzo de Bassa, il convegno inaugurale ha ospitato la presentazione della ricerca “Collio Experience – La parola all’HoReCa”, realizzata da Nomisma Wine Monitor per il Consorzio. Sul palco il Dott. Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor, e Luca Raccaro, Presidente del Consorzio Tutela Vini Collio, con la moderazione del Dott. Sebastiano Barisoni, vicedirettore di Radio 24 – Il Sole 24 Ore.
Secondo capitolo di “Collio Experience” dopo l’indagine sui consumatori dello scorso anno, lo studio ha spostato lo sguardo su chi il vino lo sceglie e lo propone ogni giorno: 100 operatori tra ristoranti ed enoteche di tutta Italia, interpellati con questionario online. Ne esce una Denominazione saldamente radicata nel canale HoReCa, con livelli di conoscenza e di presenza in assortimento tra i più alti nel panorama dei bianchi fermi italiani. Il 96% degli operatori dichiara di conoscere il Collio e l’81% di averlo in carta, con una diffusione trasversale a tutte le aree del Paese. Tra i vitigni, Ribolla Gialla, Friulano e Sauvignon sono i più presenti, seguiti dal Pinot Grigio.
A orientare la scelta degli operatori è anzitutto il territorio: la provenienza locale o di prossimità è il primo criterio, seguita dallo specifico territorio di produzione e dalla presenza di una Denominazione di qualità. Un terreno favorevole per il Collio che beneficia di una forte associazione tra collina e qualità percepita – l’83% degli intervistati attribuisce ai bianchi di collina una qualità mediamente superiore rispetto a quelli di pianura – e che risulta il primo territorio collinare associato ai bianchi di maggiore qualità, indicato dal 41% del campione davanti ad Alto Adige (21%) e Colli Orientali (18%). Tra i punti di forza vengono citati l’origine collinare (50%), la riconoscibilità della DOC (49%) e la versatilità negli abbinamenti gastronomici (45%) sul piano organolettico, mineralità ed eleganza sono il tratto più apprezzato, seguite da complessità aromatica, freschezza e acidità. Quanto alle occasioni di consumo, il 48% lo considera adatto a un regalo o a un’occasione importante, il 38% perfetto per tutte le occasioni e il 32% adatto al pasto di tutti i giorni: il profilo di un bianco di territorio, elegante e gastronomico.
Il contesto di mercato, comunque, resta impegnativo. Negli ultimi due-tre anni, tra gli operatori dell’HoReCa, il saldo tra chi segnala un aumento e chi una diminuzione delle vendite di vino è negativo di quasi venti punti percentuali. I vini del Collio mostrano però una tenuta migliore, con un segno positivo nel consumo al calice, sostenuto da modalità di fruizione più flessibili e informali. Le previsioni di approvvigionamento nei prossimi cinque anni restano favorevoli, con un saldo positivo di oltre dieci punti. Rimane un margine di crescita: tra il 19% di operatori che non propone vini del Collio, il motivo prevalente è la preferenza per altri territori e, in seconda battuta, una conoscenza non ancora sufficientemente approfondita. Le leve indicate dal trade sono soprattutto esperienziali – visite alle aziende e al territorio (41%), eventi e degustazioni riservati agli operatori (39%), iniziative nei locali con produttori e distributori (38%) – con una comunicazione che punti su tradizione, storia e cultura enologica del Friuli Venezia Giulia e sui vitigni autoctoni.
“Ascoltare chi il vino lo sceglie e lo propone ogni giorno ci serviva per capire dove siamo davvero” – commenta Luca Raccaro, Presidente del Consorzio Tutela Vini Collio. – “La ricerca ci restituisce una Denominazione solida e riconosciuta, con un legame molto forte tra collina e qualità percepita. Allo stesso tempo ci dice che c’è ancora spazio per farci conoscere meglio e che gli operatori ci chiedono soprattutto di portarli qui, sul territorio: ineludibile traccia di lavoro per i prossimi anni”.
Il programma si sposta oggi a Cormòns, dove la manifestazione entra nel vivo. La giornata si apre all’Enoteca di Cormòns con la masterclass di Cristina Mercuri, Master of Wine, “The Transparent Grape. Reading Collio through Pinot Grigio”, riservata alla stampa: sei vini divisi tra la lettura del luogo, stessa annata, aree e altitudini diverse, vinificazione omogenea in acciaio e le interpretazioni di cantina, dalla macerazione
sulle bucce al legno, fino al ramato. Dalle 11.00 alle 17.00, nella Sala Civica e nella Sala di Rappresentanza del Comune, i banchi d’assaggio di 50 aziende del Collio sono aperti al pubblico. Il programma si chiude domani, lunedì 26 ottobre.
“Collio Evolution nasce per dare alla Denominazione un appuntamento fisso, nello stesso fine settimana di ottobre, dedicato ogni anno a un vitigno simbolo” – dichiara Lavinia Zamaro, Direttrice del Consorzio Tutela Vini Collio. – “Quest’anno tocca al Pinot Grigio. Vedere Cormòns di nuovo piena di produttori, stampa e appassionati ci dice che la strada è quella giusta: un format che vogliamo far crescere e consolidare, in Italia e all’estero”.
Sono oltre 60 i giornalisti italiani e stranieri ospiti della manifestazione. Per la stampa estera Collio Evolution è il punto d’arrivo di un tour che da alcuni giorni l’ha portata a conoscere il territorio, le aziende e i produttori della Denominazione.
Fonte: Ufficio Stampa Consorzio Tutela Vini Collio
Federica Schir PR


