Denominazioni

Il Valtellina Superiore,un grande rosso italianoda viticoltura eroica

I l Valtellina Superiore è uno dei grandi vini rossi italiani ottenuti con uve di Nebbiolo in provincia di Sondrio. Questa singolare varietà in loco è chiamata Chiavennasca. In zona sono allevate anche altre varietà autoctone, quali Rossola, Brugnola e Pignola che possono concorrere congiuntamente al completamento di questo vino per un massimo del 10%. In questo lembo di Lombardia la vite si coltiva da secoli, ancor prima dell’epoca romana. In seguito fu intensificata dai monaci benedettini. Nel 1968, questo vino ha avuto il riconoscimento della Doc e, successivamente, nel 1998 è passato a Docg. La zona di produzione di questa perla italiana ricade nei comuni di Ardenno, Berbenno, Bianzone, Buglio in Monte, Castione Andevenno, Chiuro, Montagna in Valtellina, Poggiridenti, Ponte in Valtellina, Postalesio, Sondrio, Teglio, Tirano, Tresivio e Villa di Tirano. Le vigne all’interno delle 5 sottozone che corrispondono ai nomi di: Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella sono poste su suoli rocciosi ad altitudini elevate che partono dai 300 metri fino agli 800 metri s.l.m.. Prevalentemente sono coltivate su terrazzamenti, tra i più estesi in Italia con muretti a secco e notevoli pendenze che, se paragonate a piste da sci, sarebbero classificate di colore nero. Pertanto, si tratta di viticoltura eroica. Il clima, caratterizzato da forti escursioni termiche, è ideale per l’allevamento della vite. L’“élevage” del vino può essere effettuato anche nei Comuni svizzeri di Brusio e Poschiavo e, in questo caso, si può aggiungere la menzione “Stägafässli” alla denominazione “Valtellina Superiore”. Il periodo minimo di affinamento di questo vino Docg è di 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno. Se il vino è affinato per almeno 36 mesi, in etichetta si può aggiungere la menzione “Riserva”. A livello sensoriale, il Valtellina Superiore è di un bellissimo colore rosso rubino, intenso e trasparente; all’olfatto sprigiona eleganti sentori di viola, frutti di bosco, amarena, susina, liquirizia e spezie dolci; al gusto è vellutato, suadente, coerente, elegante e molto persistente. A tavola è il compagno ideale di piatti tipici valtellinesi come bresaola, sciatt, costine al lavecc, carni sia arrosto sia alla griglia e con il formaggio bitto, mentre la versione Riserva è ideale abbinata con cervo e capriolo in salmì. Tra i produttori, che ho avuto la possibilità di conoscere, ci sono: Aldo Rainoldi, Alessio Magi, Andreoli, Nino Negri, Arpepe, Sandro Fay, Le Strie, Nicola Nobili, Prevostini Mamete, Rivetti & Lauro, Triacca, Dirupi, Tenuta Scerscé e F.lli Bettini. L’attuale Presidente del Consorzio Tutela Vini Valtellina è Mamete Prevostini, dell’omonima cantina.

N.B. Questo articolo da me scritto è stato pubblicato su Ristorazione & Ospitalità, periodico dell’ AMIRA (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi), di cui, Diodato Buonora è Direttore: https://amira-italia.it/giugno-2026/

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