Durante il press tour tra le aziende dell’incantevole comprensorio di San Gimignano, in occasione della Regina Ribelle Vernaccia di San Gimignano Wine Fest 2026, la terza tappa con il mio gruppo è stata presso la Cantina Roccaia. Un passaggio in cantina ci ha consentito di acquisire alcuni cenni dell’azienda che vanno ad anticipare l’analisi sensoriale dei vini degustati nella panoramicissima terrazza sopra alla cantina.

La Roccaia si trova a poca distanza dalle torri medievali di San Gimignano. Di proprietà di Franco Ricci, il quale dopo 10 anni di esperienza maturata presso la vicina Tenuta Guicciardini Strozzi decide di dedicarsi interamente all’ azienda di famiglia, fondata dal nonno Nazzareno. Dai 5 ettari iniziali è arrivata oggi ad averne 18 vitati con i principali vitigni autoctoni. Sono entrate da poco in azienda anche le figlie Samantha e Sofia. La supervisione enologica è stata affidata all’esperto enologo Paolo Salvi, collaboratore di importanti aziende in Toscana.

Ecco i vini degustati, cliccando sul celeste si apre la scheda dell’azienda. Vini molto piacevoli, freschi ed equilibrati.
Vernaccia di San Gimignano di varie annate 2022 /2023 / 2024 / 2025
Vernaccia di San Gimignano Le Postine 2025
Vernaccia di San Gimignano Riserva Faeta 2024
Spumante Brut Metodo Classico

Loc. Santa Maria 2/B
53037 San Gimignano (Siena) Toscana
Sito di riferimento: https://www.laroccaiawine.it/

Alcune nozioni sulla denominazione.
La Vernaccia di San Gimignano è stata il primo vino italiano a essere incoronato, nel 1966, con la denominazione di origine controllata. In seguito è nato il Consorzio della Vernaccia che ha contribuito a dare nuovo slancio per la produzione di qualità, ottenendo nel 1993 la meritatissima Docg. San Gimignano è l’unico comune di produzione ed è posto nella parte nord-ovest della provincia di Siena.
Dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, è conosciuta in tutto il mondo per le sue torri medievali che le hanno valso l’appellativo di Manhattan del Medioevo. In questo territorio di straordinaria bellezza si producono anche rossi, rosati e bollicine. Tuttavia, la produzione maggiore è riservata alla Vernaccia che da disciplinare si deve ottenere rigorosamente con almeno l’85% dell’omonimo vitigno, anche se la maggioranza dei produttori la produce in purezza. Possono concorrere alla produzione, per un massimo del 15%, anche altri vitigni a bacca bianca, purché non siano aromatici.
È un vino bianco che ha una notevole capacità d’invecchiamento, questo è un motivo plausibile per essere prodotto anche in versione ”Riserva”. La Vernaccia di San Gimignano è molto apprezzata da tantissimi estimatori in tutto il mondo. Qualitativamente non ha nulla da invidiare ad altri vini. Le sue origini risalgono a tempi molto remoti, è stata già citata da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia. Il clima nelle campagne della cittadina turrita è mediterraneo, con estati abbastanza siccitose e inverni abbastanza miti, tranne qualche rara eccezione. Il suolo è di origine marina, ricco di tufo e argille gialle con presenza di sabbia, sono tutti elementi che consentono un buon drenaggio e donano ai vini una buona sapidità. I vigneti sono posti ad un’altimetria compresa dai 200 ai 400 metri s.l.m.
A livello sensoriale ed in funzione della tipologia, si presenta con una tonalità giallo paglierino, al naso rimanda sentori floreali e fruttati e note di mandorla, al palato è un vino fresco e sapido. A tavola trova abbinamento con svariati piatti, in funzione della tipologia e dell’annata, ma un classico è il coniglio alla Vernaccia.


