| MONTEBRUNA: 25 VENDEMMIE E UNA VIGNA CHE CONTINUA A PARLARE Un anniversario che diventa occasione per tornare alle origini di una delle storie più identitarie della famiglia Bologna |
| A Montebruna la raccolta è iniziata il 15 settembre: un momento importante per Braida: la 25ª vendemmia in questa importante proprietà enologica interamente dedicata all’uva barbera. Venticinque vendemmie raccontano molto più di un vino: raccontano il rapporto tra una famiglia, una collina e il tempo. Montebruna nasce da un sogno di Giacomo Bologna, che aveva desiderato acquisire i terreni dell’omonima collina a Rocchetta Tanaro. Un progetto che sembrava impossibile, perché la proprietà era allora frammentata tra numerosi agricoltori. Il figlio Giuseppe, dalla metà degli anni Novanta, riprese quel progetto e ricompose progressivamente la proprietà: decine di atti notarili e molti anni di lavoro per riunire gli appezzamenti di questa importante proprietà .Oggi Montebruna conta complessivamente 30 ettari. Un vigneto caratterizzato da un impianto particolarmente fitto, capace di dare grappoli più piccoli e una maturazione ottimale. Ma Montebruna è anche una storia di parole e di canti. “Una terra che parla” è il progetto nato intorno a questa vigna e alla sua etichetta: le lettere del nome richiamano i numerosi appezzamenti riuniti per ricostruire la proprietà e, allo stesso tempo, i filari che diventano scrittura, poesia, racconto. Nel corso degli anni Montebruna ha ispirato artisti e autori come Bruno Lauzi, Giorgio Faletti, Roby Facchinetti, Omar Pedrini e Paolo Conte, che hanno affidato alla vigna e al vino emozioni, immagini e parole. È una storia che continua ancora oggi. E la vendemmia, quest’anno, ne è una nuova pagina. Arriva con un leggero anticipo, perché la vigna è uno specchio fedele del tempo e delle stagioni, e solo grazie all’attenzione di chi la coltiva riesce a esprimersi coerentemente senza perdere la propria identità.“Venticinque vendemmie dopo – raccontano Raffaella e Giuseppe Bologna – Montebruna continua a ricordarci che un vino nasce prima di tutto da una terra. Una terra che cambia, che attraversa gli anni, che parla. Sta a noi saperla ascoltare”. La 25ª vendemmia di Montebruna diventa così non soltanto una ricorrenza, ma un nuovo capitolo di una storia iniziata con un sogno e costruita nel tempo, vendemmia dopo vendemmia. Perché Montebruna, prima ancora di essere un vino, è una terra. E quella terra continua a parlare. IL VINO: Montebruna è la Barbera d’Asti DOCG di Braida che nasce esclusivamente da uve di proprietà coltivate sulla collina omonima, a Rocchetta Tanaro. In cantina, dopo una fermentazione di circa due settimane in vasche d’acciaio a temperatura controllata, Montebruna matura per un anno in grandi botti di rovere. Il risultato è una Barbera dal colore rosso rubino con riflessi violacei, dai profumi netti di ciliegia matura e piccoli frutti rossi. Al palato si rivela profonda, piena e armonica, con una lunga persistenza e un finale caratterizzato da una piacevole nota di mandorla. Un vino di grande equilibrio e bevibilità, capace di esprimere con immediatezza il carattere della Barbera e, insieme, l’identità della collina da cui nasce. Negli ultimi mesi, l’annata che sarà in commercio da ottobre, la 2023, ha ottenuto importanti riconoscimenti come i 95 punti della Guida DoctorWine di Daniele Cernilli, la Corona e l’inserimento nella selezione dei Top 300 della Guida Vini Buoni d’Italia del Touring Club, e il Top Wine dalla Guida Slow Wine di Slow Food. Informazioni: www.braida.it Rocchetta Tanaro, settembre 2026 “BRAIDA” DI GIACOMO BOLOGNA Vino, condivisione e momenti preziosi da non dimenticare: questo è “Braida”. Un soprannome che l’avo Giuseppe Bologna si guadagnò sui campi di pallone elastico, uno sport tradizionale piemontese, e che ancora oggi accompagna la famiglia. Giacomo Bologna ereditò dal padre il nome “Braida” e una piccola vigna di Barbera a Rocchetta Tanaro, e tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta dedicò la sua vita a elevare questo nome e la qualità della Barbera, ottenendo vini e riconoscimenti che hanno fatto la storia dell’enologia italiana e internazionale come La Monella, il Bricco dell’Uccellone, il Bricco della Bigotta, l’Ai Suma in particolare. Oggi la quarta generazione “Braida” muove i primi passi nell’azienda di famiglia, che nel frattempo ha oltrepassato il traguardo delle 60 vendemmie e coltiva più di 60 ettari di vigneto tra il Monferrato (dove le radici sono profonde e la Barbera rimane il cuore della produzione) e le Langhe (dove si producono vini bianchi da Chardonnay, Riesling e Nascetta).Nella tradizione “Braida”, si valorizzano con orgoglio i vitigni autoctoni piemontesi come Grignolino, Moscato e Brachetto: vini che venivano serviti nella storica trattoria di famiglia nella seconda metà del Novecento e di cui i Bologna sono rimasti innamorati. È dai tempi della “Trattoria degli amici” che l’attitudine all’accoglienza li caratterizza, ed è per questo che sono sempre felici di dare il benvenuto agli ospiti a Rocchetta Tanaro, nelle cantine storiche di via Roma, nell’iconica barricaia che accoglie da sempre visite e degustazioni, e nel Wine Resort tra i vigneti, dove ognuna delle sette stanze porta il nome di uno dei vini dell’azienda e si può vivere un’esperienza “Braida” al 100%.Nel 2024, “Braida” ha ottenuto il prestigioso Marchio Storico di Interesse Nazionale conferito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo riconoscimento pubblico è riservato alle aziende italiane che, per oltre mezzo secolo, hanno mantenuto una qualità produttiva d’eccellenza e un forte legame con il territorio, attestando la loro storicità e autenticità. Fondazione: 1961 Proprietari: Giuseppe e Raffaella Bologna Enologo: Giuseppe Bologna Regione: Piemonte Zone: Monferrato e Langa Denominazioni: DOCG – Barbera d’Asti DOCG, Moscato d’Asti DOCG, Brachetto d’Acqui DOCG; DOC – Barbera del Monferrato DOC, Grignolino DOC, Monferrato rosso DOC, Colli Tortonesi DOC, Langhe Nascetta DOC, Langhe Riesling DOC, Langhe Chardonnay DOC, Langhe bianco DOC Ettari di proprietà: 120 Ettari di vigneto: oltre 60 Ettari di bosco: 15 Vini: La Monella, Curej, Bricco dell’Uccellone, Bricco della Bigotta, Ai Suma, Montebruna, Il Bacialé, Limonte GB, Limonte, Timorasso, Brachetto d’Acqui, Vigna Senza Nome, Grappa invecchiata di Bricco dell’Uccellone; Vini di Serra dei Fiori: La Regina, Il Fiore, Re di Fiori, Asso di Fiori |
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| Fonte: Marianna Natale – iShock+39 338 981 9818marianna@ishock.itwww.ishock.it |
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