Il Rosazzo Docg è un rinomato e pregiato vino bianco friulano situato in una zona che interpreta una delle più importanti realtà enologiche del Friuli Venezia Giulia. Il comprensorio si sviluppa nelle dolci colline dei comuni di Manzano, San Giovanni al Natisone e in parte nel comune di Corno di Rosazzo, tutti ricadenti in provincia di Udine. La maestosa Abbazia di Rosazzo, importante complesso monastico nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, si erge sopra ai vigneti della denominazione, dove affondano le radici di varietà quali Friulano, affiancate da Sauvignon, Pinot Bianco, Chardonnay e Ribolla Gialla, che danno origine ai pregiati vini della denominazione. Difatti, il vino Rosazzo DOCG si produce con un uvaggio bianco basato su Friulano (almeno 50%), Sauvignon (20- 30%), Pinot Bianco e/o Chardonnay (20-30%) e Ribolla Gialla (fino al 10%). Il riconoscimento a Docg è arrivato nel 2011, precedentemente i vini erano inclusi, come sottozona, all’interno della precedente denominazione Colli Orientali del Friuli DOC. Al momento, il disciplinare prevede una sola tipologia di vino Rosazzo Docg. I terreni sono di origine eocenica: marne e arenarie, localmente chiamate ponca o flysch. I vigneti sono in prevalenza terrazzati con muretti di sostegno. Il clima in questo meraviglioso lembo di Friuli Venezia Giulia è mite, grazie alla vicinanza al mare Adriatico che dona ventilazione costante e alla protezione dei venti freddi del Monte Santa Caterina. Le forme d’allevamento più diffuse sono il guyot, il cordone speronato e il doppio capovolto. Un vino che affonda le sue radici remote nel XIII secolo, già consumato durante i pasti nelle ricche tavole della Repubblica di Venezia. Oggi è molto apprezzato da numerosi estimatori nazionali ed esteri. Il comprensorio è piccolo, i vigneti si estendono su una superficie di poco più di 50 ettari. A livello sensoriale, il vino si presenta nel calice con una bellissima tonalità giallo paglierino che, con il trascorrere degli anni, vira sul dorato; all’olfatto sviluppa raffinati sentori di mela e frutti esotici, timo, camomilla, con note floreali e leggermente speziate; al palato è secco, pieno e avvolgente, appagante, armonioso, coerente e persistente. A tavola si può tranquillamente consumare a tutto pasto, in particolare con i risotti a base di verdure, di asparagi e ai frutti di mare, piatti di pesce come branzino al forno, tranci di salmone o tonno, carni bianche e formaggi sia freschi che stagionati. Per gustarlo al meglio, si consiglia di servirlo in calici ampi a una temperatura intorno ai 10/12°C. Alcuni produttori: Giorgio Colutta, Livio Felluga, Ronchi di Manzano, Ronco delle Betulle e Le Vigne di Zamò. Filippo Butussi dell’azienda Valentino Butussi è alla guida del Consorzio Friuli Colli Orientali.

N.B. Questo articolo da me scritto è stato pubblicato su Ristorazione & Ospitalità, periodico dell’ AMIRA (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi), di cui, Diodato Buonora è Direttore: https://amira-italia.it/wp-content/uploads/2026/09/Settembre_2026.pdf

