Recentemente, nella suggestiva Abbazia di San Clemente a Casauria (PE), è stata presentata la nuova costituita Docg d’Abruzzo, si tratta di Casauria, storica sottozona del Montepulciano d’Abruzzo Doc. La provincia interessata è Pescara e i comuni ricadenti nella denominazione sono ben 18: Allanno, Bolognano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Corvara, Cugnolo, Lettofanopello, Manoppello, Pescosansonesco, Pietranico, Popoli, San Valentino, Scafa, Serramonacesca, Tocco da Casauria, Torre dé Passeri e Turrivalgoni. Un comprensorio altamente vocato sia per la coltivazione della vite sia per la produzione di vini di elevata qualità. La vite veniva coltivata, già nell’anno 871, dai monaci benedettini dell’Abbazia di San Clemente. Lo straordinario territorio si estende tra il massiccio della Majella e i Monti della Laga. Si ipotizza che l’etimologia del nome derivi da Casa Aurea, proprio per la sua ricchezza e fertilità. I terreni sono di origine sabbiosa, argillosa e ricchi di limo. La vite viene allevata con il sistema sia a spalliera sia con la pergola abruzzese. Le condizioni pedoclimatiche sono propizie per la varietà Montepulciano, nota per la sua maturazione tardiva. Il vino può essere ottenuto con almeno il 90% da uve Montepulciano. Possono concorrere alla produzione del Casauria Docg le uve di altre varietà a bacca nera non aromatiche, idonee alla coltivazione nella Regione Abruzzo per un massimo del 10%. La versione base della Docg deve essere sottoposta a un invecchiamento non inferiore a diciotto mesi, la Riserva a ventiquattro.

A livello sensoriale è di un bellissimo colore rosso rubino intenso e profondo, tendente al granato in età più adulta; al naso emana piacevoli sentori di frutti di bosco come mora, mirtillo, ribes e poi note speziate, balsamiche e cenni di liquirizia; al palato è avvolgente con tannini poderosi ma setosi, armonioso, equilibrato e decisamente persistente. La temperatura di servizio ideale è di 16 – 18°C e va versato in un calice ampio da vini ben strutturati. A tavola si abbina bene con arrosticini di pecora, tagliata di manzo, costolette d’agnello alla griglia, cinghiale in umido, lepre in salmì, pecorino abruzzese e parmigiano reggiano. Le aziende che producono questo vino sono 20 e tra quelle che ho conosciuto ci sono: Terre dei Beati, Tocco, Chiusa Grande, Podere Castorani, Pasetti Vini e Zaccagnini. La denominazione rimane sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, di cui Alessandro Nicodemi è l’attuale Presidente e Concezio Marulli è il Presidente dell’Associazione Casauria Docg.
N.B. Questo articolo da me scritto è stato pubblicato su Ristorazione & Ospitalità, periodico dell’ AMIRA (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi), di cui, Diodato Buonora è Direttore: https://amira-italia.it/wp-content/uploads/2026/07/Luglio-Agosto-2026.pdf


