| Montina, a Monticelli Brusati arte e Franciacorta in dialogo con il Giappone. |
| ll 14 e 15 marzo 2026 Montina apre le porte in occasione del Festival di Primavera con un programma che unisce arte, vino e gastronomia. Protagonista la mostra “L’Attesa. Il tempo che matura”, dedicata ai kimono antichi giapponesi e al valore del tempo come elemento condiviso tra cultura e produzione. Da non perdere, il pranzo tradizionale “Home Kaiseki”, interpretato dalla chef Tomoko. Monticelli Brusati (BS), 2 marzo 2026 – In occasione del Festival di Primavera in Franciacorta, Montina apre le porte della propria cantina il 14 e 15 marzo 2026 con un programma che intreccia arte sartoriale giapponese, cultura e gastronomia, creando un dialogo tra Franciacorta e Giappone. Due giornate pensate per accompagnare il pubblico in un percorso che racconta l’identità del territorio attraverso linguaggi diversi ma profondamente connessi: da un lato l’arte, con la mostra “L’attesa. Il tempo che matura” dedicata ai kimono antichi giapponesi, espressione di una tradizione fondata sulla disciplina del gesto, sulla cura del dettaglio e sul rispetto dei tempi naturali. Due giornate per raccontare l’esperienza diretta del vino, affiancata da un percorso gastronomico ispirato alla cucina tradizionale nipponica, dove equilibrio, stagionalità e armonia rappresentano principi fondamentali. “L’ATTESA. IL TEMPO CHE MATURA”: LA MOSTRA DEI KIMONO NELLA GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA In occasione del Festival di Primavera, la Galleria d’Arte Contemporanea Montina ospita la mostra “L’Attesa. Il tempo che matura”, un’esposizione dedicata ai kimono antichi giapponesi, simboli di un sapere artigianale. La mostra nasce come espressione di un tempo che non aveva fretta: un tempo dilatato, costruito attraverso la scelta delle fibre, la tessitura, la tintura e l’assemblaggio, processi che richiedono pazienza e consapevolezza. Allo stesso modo, anche il vino nasce dall’attesa: dalla maturazione dell’uva ai tempi di fermentazione e affinamento, è il tempo a definirne la struttura, la complessità e il carattere. La mostra è curata da m1mo un prestigioso progetto di archivio e collezione di oltre 7.000 abiti giapponesi (kimono, haori, michiyuki) fondato da Matteo Scalvini e Beatrice Menozzi, che ha l’obiettivo di recuperare e valorizzare questi antichi abiti storici trasformandoli in un’opera d’arte. |
| L’associazione tra Franciacorta e Giappone si fonda su una profonda affinità culturale prima ancora che commerciale. Il Franciacorta è oggi tra i vini italiani più apprezzati in Giappone, riconosciuto per la precisione produttiva, il rispetto dei tempi di affinamento e l’equilibrio tra tecnica e artigianalità. La mostra si articola in cinque sezioni, concepite come un percorso simbolico che richiama le fasi del processo produttivo del vino. Si parte dalla Coltivazione, rappresentata da kimono caratterizzati da pattern ispirati alla natura, espressione dell’origine e del legame con la terra. Si prosegue con la Fermentazione, dove le composizioni evocano movimento e trasformazione, riflettendo il momento in cui la materia evolve e prende forma. L’Affinamento trova espressione in tonalità profonde e mature, che restituiscono visivamente il tempo della crescita e della definizione. Segue la sezione dedicata all’Attesa, in cui gli spazi bianchi diventano simbolo di sospensione e silenzio, dimensione necessaria alla maturazione. Il percorso si conclude con la Degustazione, rappresentata da pattern armoniosi ed equilibrati, espressione del compimento e dell’armonia raggiunta. Un percorso visivo che rende tangibile un tempo lungo, silenzioso e stratificato, dove il piacere nasce dalla maturazione e dalla pazienza. |
| 14 E 15 MARZO: IL FESTIVAL DI PRIMAVERA CON UN PERCORSO TRA VINO E CULTURA GIAPPONESE Durante il Festival di Primavera, accanto all’esposizione dei kimono, Montina propone un programma di esperienze pensate per valorizzare il legame tra vino, territorio e convivialità, creando un ponte tra Franciacorta e Giappone. Le giornate del 14 e 15 marzo avranno inizio con una visita guidata alla cantina, un percorso alla scoperta delle gallerie storiche e del Metodo Franciacorta, accompagnato dall’accesso alla mostra “L’Attesa”. Nel corso della mattinata, i visitatori avranno inoltre la possibilità di assistere al suggestivo rituale della vestizione della geisha, un momento che restituisce il valore del gesto, della preparazione e della disciplina, elementi profondamente affini alla cultura del vino. L’esperienza proseguirà con il pranzo tradizionale “Home Kaiseki”, interpretato dalla chef Tomoko in sinergia con gli chef di Villa Baiana, un percorso gastronomico composto da una successione di piccole portate bilanciate nei sapori, nelle consistenze e nei colori, pensate per riflettere l’armonia e l’equilibrio della cucina giapponese. Il pranzo sarà accompagnato da un calice di benvenuto di Montina Franciacorta Satèn e includerà una selezione di specialità tradizionali, tra cui tofu con gamberi in salsa dashi, insalata di calamari, sashimi, riso con alghe Hijiki e pollo, fino al dolce Dorayaki. Per chi desiderasse approfondire ulteriormente la conoscenza dei vini della cantina, sarà inoltre disponibile un’area tasting dedicata, con la possibilità di degustare diverse etichette al calice. A chiusura del Festival, la sera di domenica, Montina propone un’esperienza al piacere della compagnia e dei festeggiamenti, con una visita guidata serale alle cantine e accesso alla mostra, seguita da una cena degustazione dinamica organizzata in “isole del gusto”, dove specialità della cucina giapponese contemporanea dialogano con i Franciacorta. La serata proseguirà con un DJ set accompagnato dalla voce di Annalisa Singer, trasformando la cantina in uno spazio di incontro e condivisione e celebrando, in una dimensione contemporanea, l’incontro tra la cultura della Franciacorta e l’estetica giapponese. Il Festival di Primavera diventa così un’occasione per vivere la cantina come luogo di incontro e scoperta, dove arte, vino e cultura dialogano in modo naturale, offrendo un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e restituisce il valore del tempo come elemento centrale nella creazione e nella condivisione. |
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