Il respiro del vino a Berat: la rinascita dell’enologia albanese contemporanea firmata Çobo Winery.
Vitigni autoctoni recuperati, una famiglia simbolo di resilienza e una città patrimonio UNESCO dal fascino ancora intatto: a Berat, la “città dalle mille finestre”, la famiglia Çobo fa rivivere antiche varietà locali e, con ogni bottiglia, racconta la rinascita del vino albanese, offrendo una chiave di lettura autentica del Paese delle Aquile.
Berat (Albania), 22 gennaio 2026 – smstudio è lieta di presentare Çobo Winery, realtà vitivinicola nata tra le colline che circondano Berat, città-museo dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, dove il sole si riflette sulle facciate bianche e il monte Tomorr veglia silenzioso: qui nasce una storia di pazienza, radici e rinascita. Çobo Winery, con i suoi 38 ettari di vigneti, è la voce di un’Albania che riscopre il proprio vino, la propria identità e il valore del tempo. Tra terreni calcarei, microclimi mediterranei e antichi filari riportati alla luce, la famiglia Çobo trasforma la memoria in bottiglie che parlano di autenticità e orgoglio. Negli ultimi anni, l’Albania sta facendo emergere la propria viticoltura dopo un lungo periodo di isolamento che ne avevano frammentato la memoria produttiva. Çobo Winery rappresenta uno dei casi più emblematici di questo risveglio enologico.
ÇOBO WINERY E BERAT: IL VINO COME EREDITÀ DI UN TERRITORIO UNESCO SENZA TEMPO
Il lavoro di Çobo Winery nasce dal paesaggio che circonda Berat, nel cuore dell’Albania centro-meridionale, dove il fiume Osum attraversa la valle e il profilo del monte Tomorr segna l’orizzonte. Intorno alla “città dalle mille finestre”, vigneti, uliveti e colline terrazzate disegnano un mosaico agricolo antico, modellato nei secoli per rendere coltivabili i versanti. Qui si estendono i 38 ettari di vigneti terrazzati della famiglia Çobo, tra i 50 e i 350 metri di altitudine, in una rara zona di equilibrio climatico dove l’influenza del mare Adriatico incontra la montagna. Le brezze marine e le correnti del Tomorr favoriscono escursioni termiche e una maturazione lenta delle uve, dando origine a profili aromatici distinti e riconoscibili.
UNA STORIA DI FAMIGLIA E DI RINASCITA
La storia della cantina è prima di tutto una storia familiare: già nei primi anni Novanta, Pashko Çobo produceva vino insieme ai figli Petrit e Muharrem, in un momento in cui la tradizione enologica locale doveva essere ricostruita e studiata. Nel 1998 la famiglia rifonda ufficialmente Çobo Winery con un obiettivo preciso: recuperare i vitigni autoctoni e restituire identità e qualità al vino di Berat, proiettandolo verso una dimensione internazionale. «Per molti anni il vino albanese è rimasto in silenzio. Il nostro lavoro è stato ascoltare la terra e restituirle dignità», afferma la famiglia Çobo. Çobo Winery sorge alle porte di Berat, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una delle città simbolo della storia albanese. Il centro storico si sviluppa lungo il fiume Osum, tra case ottomane, moschee e chiese, mentre il castello domina la valle dall’alto, ancora oggi abitato. Intorno, vigneti e uliveti si alternano a muretti a secco e terrazze agricole, in un paesaggio che conserva un equilibrio antico e invita a una scoperta lenta, lontana dai flussi turistici più battuti.
VITIGNI AUTOCTONI E VINI SIMBOLO
Il cuore del progetto sono i vitigni storici del territorio: Vlosh, Puls, Shesh i Zi, Shesh i Bardhë e Kallmet, interpretati con un approccio rispettoso e contemporaneo. Il vino simbolo della cantina è E Kuqja e Beratit, rosso intenso da uve Vlosh, vitigno rarissimo coltivato esclusivamente in quest’area, nel 2024 è stato inserito da La Guida Vini dell’Espresso tra i tre migliori vini al mondo, portando l’attenzione internazionale su Berat e sulla nuova scena enologica albanese. Dal Puls nasce Shëndeverë, spumante metodo classico dal profilo fresco e vibrante, definito da The Guardian “straordinario, buono quanto i migliori mai assaggiati”. Accanto a questo, E Bardhë e Beratit offre una lettura luminosa del territorio, mentre Kashmer, blend di Cabernet Sauvignon, Shesh e Merlot, rappresenta il dialogo con un linguaggio più internazionale.
VISIONE, SOSTENIBILITÀ E OSPITALITÀ
L’approccio produttivo della cantina è orientato al rispetto dell’ambiente, con pratiche a basso impatto e interventi minimi in vigna e in cantina. Pur senza certificazioni, la filosofia è sostanzialmente biologica, intesa come espressione naturale del territorio. Negli anni, Çobo Winery ha consolidato la propria presenza nei principali appuntamenti del settore, da Merano WineFestival a Vinitaly e Wine Paris, contribuendo a costruire un ponte credibile tra identità locale e scena enologica internazionale. Parallelamente, la famiglia sta investendo nello sviluppo dell’ospitalità, concepita come estensione culturale del progetto: un modo per accompagnare il visitatore alla scoperta del paesaggio, della storia e dell’identità di Berat. Il vino diventa così strumento di racconto e di restituzione, chiave di lettura di un territorio che, dopo una lunga fase di silenzio, ha ritrovato la propria voce.
Çobo Winery è il racconto di un’Albania che riaffiora lentamente, attraverso il lavoro della terra, le scelte di una famiglia e il dialogo continuo con il proprio passato. Un invito a conoscere un Paese che oggi si esprime con maggiore consapevolezza, senza perdere la propria identità.
A cura di: PR & Media Relations: smstudio | media & communication
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