
Articolo di Nicola Masiello
A San Giovanni d’Asso, patria del Tartufo delle Crete Senesi si è tenuta la masterclass:
“ORCIA DOC: diversità del territorio, bellezza nel calice”
Nell’occasione dei 25 anni dalla sua nascita il Consorzio vino Orcia ha voluto ripercorrere questo tempo attraverso una master guidata da Cristiani Cini che coinvolgesse i partecipanti in quelle che sono le linee guida della denominazione cercando un fil rouge che potesse in qualche modo legare le anime di questo territorio.
Stiamo parlando di una denominazione /area che si estende su 12 comuni situati nell’area sud Toscana, tutti in provincia di Siena. All’inizio si è parlato di una denominazione che si prevedeva non avrebbe avuto un futuro roseo, in quanto stretta tra due denominazioni storiche senesi, quali il Nobile di Montepulciano Docg ed il Brunello di Montalcino Docg.
Invece grazie alla caparbietà dei piccoli primogeniti produttori e soprattutto con il riconoscimento della Val d’Orcia quale Patrimonio immateriale UNESCO, le cose sono cambiate e la master di oggi ci ha portato alla ricerca di quel” fil “ di cui sopra per avere uno spunto di riflessione e dialettica su questo vino che possa aiutarci alla scoperta, in ordine, di:
Vitigni:
il Sangiovese è quello principale a cui si aggiungono altri vitigni autoctoni a bacca rossa con piccole percentuali di internazionali (Merlot, Cabernet),
Territorio :
la conformazione cambia molto spaziando da terreni vulcanici (siamo ai piedi del vulcano spento Amiata), per passare a zone ricche di calcare, stratificazioni tufacee, zone sedimentose ricche di minerali e silicio, tratti granitici, fino ad argille e limo nelle zone più basse. La tessitura passa da calcareo/marnosa a ciottoli, galestro e parti sedimentarie composte.
Altitudine:
si passa dai 280 mt di Torrenieri agli 800 mt di Radicofani ; questo ci dà l’idea di quanto sia importante l’altitudine che in questa situazione gioca un ruolo importante soprattutto con le temperature che variano molto in relazione al rapporto giorno -notte .Questa situazione che 25 anni fa poteva essere un limite oggi ,con il cambiamento climatico in atto , diventa essenziale e performante nella parte olfattiva e strutturale del vino.
Stile:
non possiamo non concentrarci sullo stile produttivo delle 38 aziende che, grazie a conoscenza, tradizione ed innovazione riescono a dare dei tratti distintivi sui vini che producono. Non bisogna trascurare un altro elemento che caratterizza la denominazione e che è quello della parcellizzazione dei vigneti che non risultano mai estesi e quindi all’interno di ogni singola azienda possiamo trovare situazione orografiche differenti.

Degustazione di 9 vini, 3 tipologie, 4 annate.
Sasso di Sole- Orcia Sangiovese Doc 2023- 100% Sangiovese grosso.
Rosso rubino, limpido, scorrevole. Naso incentrato sul frutto rosso in maturazione con amarena, prugna, nota floreale di violetta, leggera nota speziata con evidenza del legno grande. Caldo, di corpo, fresco, tannino pulito in evoluzione, richiami sapidi con ritorni di amaricante. Vino di spessore, ancora giovane.
Campotondo-Banditone Orcia doc 2022– 90% Sangiovese, a saldo Merlot e Colorino.
Rosso rubino, di buona concentrazione cromatica scorrevole. Naso ampio con apertura al frutto rosso, amarena e prugna, poi sottobosco leggermente acerbo, leggera balsamicità, nota di grafite con liquerizia e tabacco dolce .Caldo, di corpo, giustamente tannico, sapido, ritorni agrumati, bocca fresca e lunga.
Poggio Grande-Sesterzo -Orcia Sangiovese Doc 2021– Sangiovese grosso 100%.
Rubino, granato all’unghia, luminoso, scorrevole. Naso fine e pulito frutta rossa matura e sottobosco, nota mentolata , vegetale di tabacco e liquerizia, speziatura dolce. Caldo, robusto giustamente tannico, sapido, snello nella beva per una piacevole freschezza.
Tenuta Sanoner- Aetos- Orcia Sangiovese Biodinamico Doc 2021– Sangiovese 100%.
Rosso rubino, brillante ,scorrevole. Naso improntato al frutto rosso di ciliegia ,more e mirtillo, speziato e leggermente balsamico , chiude con una leggera nota di borotalco. Caldo, di corpo, equilibrato, con tannino evoluto, ritorni fruttati, sapido.
Fabbrica-Tinia-Orcia Doc Riserva 2021. Sangiovese 100% proveniente da 5 parcelle diverse.
Rosso rubino, limpido e scorrevole. Naso complesso, articolato, prugna in apertura e subito frutto rosso piccolo maturo, vegetale di radici selvatiche, rabarbaro , balsamico, pepe nero . Caldo, di corpo, tannino setoso, fresco, equilibrato, beva importante e sapido.
Bagnaia-Miraggio rosso- Orcia Sangiovese Doc 2021– Sangiovese, piccola percentuale di Colorino.
Rubino, aranciato all’unghia, denso. Frutta rossa materica quasi confettura, sottobosco maturo, minerale di grafite, balsamico e speziato. Beva dritta, calda, tannino battente, fresco, finale con note dolciastre.
Donatella Cinelli Colombini- Cenerentola-Orcia Doc 2021– Sangiovese 65%, Foglia tonda 35%.
Rosso rubino, brillante ,scorrevole. Naso ampio, articolato, dal frutto rosso al sottobosco maturo, note di bacca scura, pepe nero e leggera balsamicità, legno pulito non invadente, minerale, speziato, pepe e nota amaricante. Caldo, di corpo, beva scorrevole per equilibrio tra tannini e freschezza acida, lungo, sapido. piacevole.
Capitoni-Orcia riserva Doc 2021 – Sangiovese 80%, Merlot 20%.
Rosso rubino, intenso, denso. Naso pulito, netto , improntato al frutto rosso maturo, cui seguono le note di sottobosco scuro, vegetale secco di fiori, balsamico e speziato, legno ben dosato, chiude con note di caffè. Caldo, di corpo, piacevole la trama tannica, fresco, beva decisa, lunga ,sapido.
La Nascosta-Saltamacchia-Orcia Doc 2020– Sangiovese90%, Merlot 10%.
Rosso rubino, intenso, denso. Naso complesso, articolato tra frutto rosso e sottobosco maturi, richiami al vegetale con tabacco e nota amaricante, speziato pungente, nota minerale di pietra bagnata. Caldo, di corpo , tannini levigati, puliti. Beva importante con ritorni olfattivi marcati, sapido, lungo.
Concludendo, il fil rouge che stavamo cercando lo possiamo riavvolgere mettendo in evidenza la nota comune del Sangiovese che nelle varie annate determina soprattutto la parte tannica, a questa dobbiamo aggiungere anche, dove è la presenza dei vitigni a corredo, più rotondità negli internazionali ed una nota di leggera secchezza negli autoctoni.
La mineralità , non sempre presente a livello olfattivo, si manifesta in tutti con la sapidità più o meno pronunciata a seconda dei versanti e del terreno.
Altra nota comune la freschezza acida marcata che nei vini giovani si esprime con la vivacità di beva, mentre nei vini più maturi riesce ad integrarsi con il corpo e la tannicità favorendo sicuramente la percezione di tutti gli aromi di bocca con una spinta importante per quel che riguarda bevibilità e lunghezza.
San Giovanni d’Asso, Novembre 2025
Masiello Nicola


