Oggi ho avuto il piacere di visitare il Castello di Monsanto, una delle più prestigiose cantine del Chianti (Classico). Facilmente raggiungibile dalla strada che collega Firenze con Siena, immersa nelle stupende colline, tra vigneti, oliveti e boschi. Varcato il cancello ed entrando in cantina si respira un’atmosfera magica ci si trova al cospetto dei due tunnels che ti fanno rimanere letteralmente a bocca aperta. Una cantina che vanta uno storico di bottiglie tra i più importanti in Italia, alcune delle quali appartengono alla collezione privata. Ad accogliermi c’era l’esperta e professionale Maria Bonomo.

L’azienda vitivinicola Castello di Monsanto si trova nel comune di Barberino-Tavarnelle in provincia di Firenze, all’interno dell’areale del Chianti Classico, nella sottozona (UGA) di San Donato in Poggio. Un areale altamente vocato per la produzione di vini e di eccellente qualità. Il fondatore Aldo Bianchi, natio della vicina San Gimignano, prima della seconda guerra mondiale lasciò la cittadina turrita e nel 1960 di ritorno per un matrimonio al Castello se ne innamorò. Un grande amore che dopo alcuni mesi lo portò ad acquistarlo. Inizia la favola del Castello di Monsanto con la prima etichetta che risale al 1962.

La grande passione del figlio Fabrizio nel dedicarsi alla vitivinicoltura assieme alla moglie Giuliana, lo portano ad impiantare nuovi vigneti e a produrre vini di elevata qualità. Il primo esempio di vino da singolo vigneto con Il Chianti Classico Il Poggio, oggi Gran Selezione. L’azienda si estende in una superficie totale di 200 ettari, di cui 72 sono vitati, tra i filari è il Sangiovese che la fa da padrone, ma si trovano anche due vitigni storici come il Canaiolo e il Colorino e per quanto riguarda gli alloctoni, alcune parcelle di Chardonnay e Cabernet Sauvignon. Il suolo è di origine sabbiosa e tufacea, ricco di galestro e pietraforte con presenza di fossili marini. Le altimetrie dei vigneti si attestano dai 280 ai 320 metri s.l.m. e le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono forti.
Da diversi anni al timone dell’azienda c’è la dinamica figlia Laura Bianchi. Un’ azienda che ha saputo valorizzare e interpretare un grande vitigno come il Sangiovese. Castello di Monsanto, da decenni è sinonimo di qualità e si è sempre meritatamente ritagliata ampi spazi e consensi dalle più autorevoli riviste di settore con alti punteggi.

I vini degustati:
Chardonnay Fabrizio Bianchi Collezione Toscana Igt 2022 – Giallo paglierino con riflessi dorati, emana note di fiori di camomilla, salvia, banana e ananas, gusto saporito, fresco, avvolgente e persistente.
Toscana Sangioveto Rosato Igt Fabrizio Bianchi 2022 – Rosa buccia di cipolla, libera sentori di rosa, frutti di bosco e melone, sorso vibrante, coerente e persistente.
Chianti Classico Riserva Docg 2019 – Sangiovese 90% Canaiolo e Colorino 10% -Rosso rubino trasparente e consistente, sprigiona sentori di mora, cassis, ciliegia e spezie, sorso setoso, armonioso e duraturo.
Chianti Classico Riserva Docg 2020 – Sangiovese 90% Canaiolo e Colorino 10% – Rosso rubino intenso, rivela al naso note di rosa, violetta, amarena e prugna, sapido, vellutato ed appagante.
Nemo Toscana Igt 2013 – Cabernet Sauvignon 100% – Rosso granato con riflessi lievemente arancio, al naso giungono sentori di amarena, mora, spezie e nuances mentolate, gusto pieno, generoso, leggiadro e lungo.


