Denominazioni

Ghemme, perla dell’Alto Piemonte

Durante il soggiorno all’Hotel Palma di Stresa, in occasione del 69° congresso nazionale AMIRA, con i miei colleghi ho avuto il piacere di avere a tavola questa gemma enologica piemontese. Una storica denominazione del Piemonte che affonda le radici in un passato remoto. Già in epoca romana era servito ai banchetti di gala. La sua zona di elezione si trova nei rilievi collinari morenici tra i fiumi Sesia e Ticino, ricadente nei comuni di Ghemme e Romagnano Sesia in Provincia di Novara.

È l’affascinante borgo di Ghemme, noto per il medievale e suggestivo Castello-Ricetto che dispone di un ricco patrimonio culturale, storico ed enogastronomico, a donare il nome al vino. Il riconoscimento a Docg è arrivato nel 1997, tuttavia, la Doc esisteva già dal 1969. Le varietà di uve utilizzate sono il Nebbiolo, in loco noto come Spanna per un minimo dell’85%, l’altro 15% può essere dai vitigni Vespolina e Uva Rara. Il clima della zona è di tipo continentale con estati calde e inverni piuttosto freddi, tuttavia, essendo in zona collinare, beneficia di costante ventilazione. Qui, la Spanna riesce a dare origine a vini eleganti, complessi, longevi e di buona struttura. I suoli sono compositi, ricchi di minerali e prevalentemente argillosi. Le altimetrie medie dei vigneti si attestano intorno ai 200 metri per quelli più bassi e 400 metri per quelli più alti.

A livello sensoriale, in gioventù, è di un colore rosso rubino con riflessi che virano sul granato. In età più adulta diventa trasparente e consistente, al naso emana note di frutta rossa, rosa canina, liquirizia, tabacco e spezie dolci, al palato è vellutato, saporito, coerente, suadente, pieno e molto persistente. A tavola è ottimo con pasta al ragù, vari risotti, selvaggina, carne sia arrosto sia brasata, lepre in salmì e formaggi stagionati. La temperatura di servizio ideale è di 18°-20°. Secondo il disciplinare di produzione, l’affinamento minimo è di 34 mesi, di cui 18 in legno, mentre la “Riserva” richiede un periodo più lungo: 46 mesi, di cui 24 in legno. I vini “Ghemme” e “Ghemme Riserva”, dopo tali periodi in legno, devono sostare in bottiglia per almeno sei mesi, prima di essere posti sul mercato. Ecco alcuni produttori: Torraccia del Piantavigna, La Torretta, Cantina Rovellotti, Cantalupo, Platinetti Guido, Mirù, Pietraforata, Ioppa, Paride Chiovini e Il Chiosso. Il Presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte è Andrea Fontana.

N.B. Questo articolo da me scritto è stato pubblicato su Ristorazione & Ospitalità, periodico dell’ AMIRA (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi), di cui, Diodato Buonora è Direttore: https://amira-italia.it/images/2026/rivista/Gennaio_2026.pdf

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