Il Barbaresco, insieme ad altri vini della regione Piemonte, interpreta un’apprezzabile espressività dei vini ottenuti dalla varietà autoctona Nebbiolo in purezza. I comuni ricadenti nella produzione di questo gioiello enologico sono, oltre a Barbaresco, Treiso, Neive e parte di San Rocco Seno d’Elvio nel comune di Alba, nelle Langhe, a sud del fiume Tanaro, in provincia di Cuneo. La Doc Barbaresco risale al 1966 e dal 1980 si può fregiare della Docg, uno tra i primi quattro vini italiani a riceverla.

Questo vino è prodotto sin dal lontano 1894 per volere di Domizio Cavazza, padre putativo e direttore della scuola enologica di Alba. L’etimologia del nome Barbaresco deriva da “Barbarica silva”, ossia una zona boschiva impenetrabile. Il Barbaresco è un vino molto longevo, è il fiore all’occhiello dell’enologia italiana. Il meraviglioso territorio di produzione di questo vino è famoso per i suoi dolci rilievi coperti di vigneti, talvolta con forti pendenze. Il clima è continentale con inverni rigidi ed estati calde e umide. Gli sbalzi termici sono notevoli, i terreni sono variabili in ogni comune, tuttavia, si trova presenza di sabbia, marna e argilla. A livello sensoriale, presenta un colore rosso rubino intenso e vivace che, con l’invecchiamento, vira sul granato; al naso è complesso e fine, i sentori richiamano quelli di lampone, frutti di bosco, geranio, violetta, pepe nero, cannella, noce moscata, fiori di campo, nocciola tostata, vaniglia e anice stellato; al gusto è avvolgente e armonico, con tannini setosi, una piacevole freschezza e una lunga persistenza aromatica.

A tavola si abbina bene a carne arrosto, selvaggina, lepre in salmì, preparazioni a base di funghi e tartufo bianco, formaggi stagionati e piccanti. Il Barbaresco è ritenuto anche un vino da meditazione. Nelle migliori annate è prodotto anche nella tipologia “Riserva”, che deve invecchiare almeno quattro anni, di cui nove mesi in botti di rovere. La temperatura di servizio ideale va dai 16 ai 18°C, in funzione dell’annata.

Ogni anno alle OGR di Torino, l’ultimo lunedì e martedì di gennaio, ha luogo un appassionante evento enoico “Grandi Langhe”, al quale partecipo con enorme piacere per approfondire la conoscenza dei vini delle Langhe e di questo prestigioso nettare. Ecco alcuni produttori: Gaja, Adriano Marco e Vittorio, Boffa, Cà del Baio, Castello di Neive, Cigliuti, Cortese G., Pelissero, Giacosa Carlo, Moccagatta, Negro Giuseppe, Paitin, Produttori del Barbaresco, Punset e Tenute Cisa Asinari dei Marchesi Gresy. Il Presidente del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani è Sergio Germano, titolare dell’azienda Ettore Germano con sede a Serralunga d’Alba.

N.B. Questo articolo da me scritto è stato pubblicato su Ristorazione & Ospitalità, periodico dell’ AMIRA (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi), di cui, Diodato Buonora è Direttore: https://amira-italia.it/images/2025/rivista/Novembre_2025.pdf
Grazie per aver letto l’articolo.


