Il Cirò Doc nella tipologia Rosso Riserva, recentemente, è stato elevato a Docg, entrando così nella cerchia dei grandi vini rossi italiani. È la prima denominazione di origine controllata e garantita in Calabria. Questo importante riconoscimento è stato ufficializzato durante la decima edizione del “Cirò Wine Festival”, che ha avuto luogo a Cirò dal 7 al 10 agosto 2025.

Le altre versioni di Cirò, per il momento, sono ancora contemplate con la Doc. L’areale ove è prodotta questa gemma si estende nei comuni di Cirò e Cirò Marina in provincia di Crotone. Le terre del Cirò affondano le proprie radici in tempi molto remoti risalente ai tempi della Magna Grecia, quindi hanno una tradizione ultra millenaria. I vitigni, per ottenere questa perla, sono sua “maestà” Gaglioppo per una percentuale minima del 90%, il restante dovrà essere Magliocco o Greco Nero per un massimo del 10%. Il Cirò Rosso Riserva è prodotto unicamente con le suddette varietà autoctone, infatti, sono completamente escluse le varietà internazionali, vitigni che hanno trovato habitat naturale in questo angolo di Calabria.

Le vigne sono poste in zone pianeggianti e di media collina, incastonate tra i monti della Sila e il mare Ionio, capaci di creare forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, beneficiando di un clima secco, luminoso e ben ventilato. Permettono l’accumulo delle sostanze aromatiche dell’uva che si ritrovano in seguito nel calice. Il sistema d’allevamento più diffuso è il cordone speronato, tuttavia, alcuni “vignerons” prediligono l’alberello. A livello sensoriale, si presenta nel calice con una bellissima tonalità rosso rubino vivace con sfumature tendenti al granata; al naso sviluppa piacevoli sentori di violetta, ciliegia, marasca, liquirizia e spezie dolci; al palato è avvolgente, pieno ed appagante, caratterizzato da tannini setosi e un finale lungo, saporito e incredibilmente persistente. A tavola trova abbinamento con svariate preparazioni a base di carne, come ossobuco, brasato, cinghiale in umido, arrosti e grigliate miste, con il tipico salume ‘nduja e formaggi stagionati come il Pecorino del Monte Poro e il Caciocavallo silano.

Ecco alcuni produttori: Palmento 1804, Librandi, Sergio Arcuri, Tenuta del Conte, Cantine Zito, Beppe Vulcano, Cantine Vincenzo Ippolito, ‘Avita, Caparra & Siciliani, Senatore Vini di Salvatore Natalino, Romano & Adamo, Azienda Agricola Parrilla. Il Presidente del Consorzio Tutela Vini Cirò e Melissa è Carlo Siciliani, succeduto recentemente a Raffaele Librandi.

N.B. Questo articolo da me scritto è stato pubblicato su Ristorazione & Ospitalità, periodico dell’ AMIRA (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi), di cui, Diodato Buonora è Direttore: https://amira-italia.it/images/2025/rivista/Settembre_2025.pdf
Grazie per aver letto l’articolo.

