Denominazioni

Melanotte del Piave

Malanotte è un piccolo e incantevole borgo situato a Tezze di Piave, frazione di Vazzola, in provincia di Treviso, facente parte dei Borghi Europei del Gusto. Un Borgo che dona il nome a una Denominazione di Origine Controllata e Garantita, la Malanotte del Piave Docg, un pregiato vino rosso veneto. Il Raboso è la varietà di uva che dà origine a questo singolare vino che qui ha trovato habitat ideale per la produzione di vini di elevata qualità. L’etimologia del nome deriva da rabbioso, proprio per la sua spiccata acidità e la sua esuberante trama tannica. Il vitigno prevalentemente utilizzato nei vini della Docg è il Raboso del Piave che da disciplinare non deve scendere al di sotto del 70%, la restante percentuale è il Raboso veronese e vi è la possibilità di utilizzare per un massimo del 5% altre varietà a bacca rossa locali
autorizzate.

Una parte delle uve deve essere sottoposta ad appassimento in una percentuale che può variare dal 15 al 30%. Il vino ottenuto deve affinare per un periodo di 36 mesi, di cui perlomeno 12 in botti di legno. Un sistema d’allevamento tradizionale che ancora oggi è praticato, è la Bellussera, come suggerisce il nome ideato dai fratelli Belussi. Ogni palo sostiene 4 viti, alzate 2,5 metri da terra e che formano una raggiera per difendere le uve dall’umidità delle nebbie presenti nel mese di ottobre. Il clima è favorevole per l’allevamento della vite con estati calde e inverni moderatamente freddi. Il suolo è caratterizzato da abbondante scheletro, argilla e sabbia fine. A livello sensoriale, si presenta nel calice con una bellissima tonalità rosso rubino intenso; all’olfatto sprigiona eleganti sentori di violetta, ciliegia, mora, mirtillo e spezie dolci; al palato è austero, di corpo e sapido, con tannini poderosi ma setosi, resi morbidi dall’invecchiamento in botte, persistente e fine. Un vino che trova l’abbinamento ideale con piatti importanti a base di carni rosse saporite e cacciagione, ma anche con molti formaggi, soprattutto se ben stagionati. Per poterlo degustare al meglio, è consigliabile servirlo in un ampio calice alla temperatura di 18-20°. Alcuni tra i produttori: Tenuta Bonotto delle Tezze, De Stefani, Giorgio Cecchetto, Anna Spinato, Antonio Facchin, Adriana Zambon, Cantina del Pra e Ornella Molon. Il presidente del Consorzio Vini Venezia è Amedeo Gerolimetto dell’omonima azienda vitivinicola.

N.B. Questo articolo da me scritto è stato pubblicato su Ristorazione & Ospitalità, periodico dell’ AMIRA (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi): https://amira-italia.it/images/rivista/2024/Novembre_24.pdf

Grazie per aver letto l’articolo.

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