Denominazioni

Aglianico del Vulture, perla del sud.

L’Aglianico del Vulture è una perla enologica italiana. È un vino rosso ottenuto con l’omonimo vitigno nella zona del Vulture, un antico vulcano spento in Basilicata. Ha ricevuto nel 1971 lo status di Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) e nel 2011 la meritatissima Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.). Un vitigno con origini antichissime, arrivato per opera dei Greci nell’Italia meridionale tra il VII e il VI secolo a.C., infatti per molto tempo si è ipotizzato che il nome derivasse da Ellenico.

I comuni ove è possibile produrre questo singolare vino in provincia di Potenza sono ben 15: Rionero in Vulture, Barile, Ginestra, Maschito, Acerenza, Forenza, Rapolla, Ripacandida, Atella, Melfi, Lavello, Banzi, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio e Venosa. La maggioranza dei vigneti delle aziende sono posti ad altimetrie che vanno dai 450 ai 600 metri s.l.m. in terreni fertili e vulcanici, ricchi di minerali. Le uve di Aglianico maturano tardivamente, i raccolti si protraggono sino all’inizio di novembre e molti vigneti sono allevati con il tradizionale metodo delle “vigne a capanno” – un sistema adottato in Lucania, che oggi va scomparendo, soprattutto per gli altissimi costi di lavorazione.

A livello sensoriale: nel calice è di un bel colore rosso rubino con riflessi che virano sul granato; al naso è fine e ampio, rimanda sentori di prugna, amarena, liquirizia, frutti di bosco, pepe, inchiostro e grafite; al palato è piacevolmente tannico e sapido, dotato di una spiccata acidità e di una lunga persistenza aromatica. Le sensazioni variano con l’età del vino e di ogni diversa annata. È un vino molto longevo. A tavola trova l’abbinamento ideale con svariati piatti e in funzione dell’invecchiamento con carne alla griglia, selvaggina, cinghiale, anatra e arrosti in genere. L’Aglianico comprende le tipologie: Superiore e Superiore Riserva.

Ho approfondito la conoscenza di questo vino, grazie ad Elena Fucci e Gerardo Giuratrabocchetti di Cantine del Notaio, partecipando a masterclass da loro tenute. In varie kermesse ho provato anche i vini delle aziende: Grifalco, Paternoster, D’Angelo, Carbone, Basilisco, Martino, Cantine di Venosa e Quarta Generazione. L’attuale Presidente del Consorzio di Tutela Aglianico del Vulture è Francesco Perillo della Cantina di Venosa. Un vino conosciuto ed apprezzato sia a livello nazionale che internazionale, non a caso viene definito da alcuni “il Barolo del Sud”, date varie caratteristiche in comune con il vitigno piemontese. Un vitigno che sa esprimersi molto bene anche a Taurasi in provincia di Avellino, ne riparlerò in futuro.

N:B: questo articolo da me scritto è stato pubblicato anche su Ristorazione & Ospitalità : https://amira-italia.it/images/rivista/2022/Gennaio_2022.pdf

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