Lo scorso 15 maggio ho partecipato all’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano / Wine Fest, tenutasi all’interno dei saloni del Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada dell’ omonima e medievale città turrita. Già dalla passata edizione si svolge nel mese di maggio, anziché nel mese di febbraio come in passato e non più assieme alle altre Anteprime di Toscana. Quattro giorni, i primi due dedicati alla stampa ed il terzo e quarto apre i battenti anche ad appassionati e operatori professionali. Il servizio alla stampa con Sommelier è stato affidato alla Fisar (Federazione Italiana Sommelier Alberghi Ristoranti), i quali hanno svolto un servizio molto attento ed efficiente. In degustazione le annate 2024, 2023 e Riserva 2023, oltre a qualche altra annata.

Il 16 maggio è stata la giornata dedicata ai press tour presso le aziende, il tour al quale ho avuto il piacere di partecipare, comprendeva le aziende: Palagetto, Guicciardini Strozzi e Abbazia Monte Oliveto. Tre aziende vitivinicole importanti di questa meravigliosa enclave. Il paesaggio che abbiamo ammirato con il transfer da una parte all’altra dell’ areale è inconfutabilmente magico e impareggiabile.
Malgrado le difficoltà degli ultimi anni dovute sia ai cambiamenti climatici sia a stagioni irregolari, i produttori si sono adeguati con particolari attenzioni nei vigneti ed in cantina, facendo dei veri miracoli per portare in cantina uve sane e idonee. Nei calici si riscontra una maggiore piacevolezza di beva rispetto al passato con vini non ancora pronti, ma i tre mesi in più in cantina fanno la differenza. Pertanto molto bravi i produttori che riescono ad interpretare bene annate non facili. La mano dell’uomo è importante, tuttavia anche le viti cercano di adattarsi al cambiamento climatico.
Gli occhi puntati sull’ annata 2024, non facile e siccitosa contraddistinta da copiose precipitazioni prima della vendemmia, i produttori hanno saputo gestire al meglio la situazione e nel calice si riscontra buona freschezza e sapidità e non vi è ombra di dubbio che tra qualche mese si arriverà ad un maggiore equilibrio gusto-olfattivo, come si suol dire “il buongiorno si vede dal mattino”. L’ annata 2023 denota una buona armonia e una maggiore ampiezza, con un anno in più di maturazione devo dire che i risultati sono molto soddisfacenti, un motivo plausibile per essere un vino bianco prodotto anche nella tipologia Riserva.
La Vernaccia di San Gimignano affonda le sue radici nel lontano passato e vanta oltre 1000 anni di storia, è stato il primo vino in Italia ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata nel 1966, un dato davvero significativo. La regina bianca o ribelle nella terra dei rossi è decisamente cresciuta qualitativamente.

Tra i vari assaggi, eccone alcuni che mi hanno colpito maggiormente. La degustazione è oggettiva, pertanto, è opinabile.
Vernaccia di San Gimignano 2024
I Macchioni Casa alle Vacche
Fattoria Poggio Alloro Abbazia Monte Oliveto Villa Cusona Guicciardini Strozzi
Guidi 1929
Selvabianca Il Colombaio di Santa Chiara
La Lastra
Vagnoni
Vernaccia di San Gimignano 2023
Fiora Fornacelle
Prima Luce Cappellasantandrea
Clamys Cesani
Tollena – Tollena
Lyra Il Palagione
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2023
Signano
Pier Bruno Poderi Arcangelo
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2022
Palagetto
L’Albereta Il Colombaio di Santa Chiara
I Mocali Vagnoni
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2021
Signorina Vittoria Tollena
Per concludere vorrei ringraziare il Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano, l’ Ufficio Stampa Affinamenti e i produttori per l’ospitalità e l’accoglienza.


