In un press tour organizzato dall’ Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) denominato “I Magnifici 16″ che ha avuto luogo dal 22 al 24 giugno, ho scelto di prendere parte ad uno dei 9 eno-itinarari proposti denominato: “Tra Verdicchio e Lacrima”.

L’IMT raggruppa con un solo Istituto ben 16 denominazioni marchigiane tra Docg e Doc. Il primo incontro è avvenuto presso la Cantina Lucchetti, posta a poca distanza dal centro abitato di Morro d’Alba, ad attenderci 7 aziende dell’areale di Morro d’Alba. Ogni produttore ha illustrato la storia della propria azienda, prima di farci degustare i loro vini.

Una pausa ristoratrice al Ristorante Al Mago di Morro d’Alba e di nuovo ci siamo recati presso la Tenuta di Fra’ e qui altri 6 produttori ci attendevano con la stessa prassi in un’organizzazione impeccabile. In degustazione Verdicchio dei Castelli di Jesi, ma soprattutto Lacrima di Morro d’Alba. Per leggere l’articolo sul Lacrima di Morro d’Alba puoi cliccare qui.

Alcuni cenni sull’ areale del Verdicchio dei Castelli di Jesi anticipano la lista dell’aziende aderenti all’appassionante iniziativa.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è uno dei fiori all’occhiello dell’enologia italiana. È un vino bianco molto apprezzato sia nel nostro paese sia altrove, è tra i vini bianchi più premiati in Italia.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi non viene prodotto a Jesi, ma bensì nella zona circostante, in provincia di Ancona e in piccola parte in provincia di Macerata, nella regione Marche. Le uve in questo straordinario lembo di terra sono coltivate da secoli. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è prodotto con l’omonimo vitigno, il cui nome deriva dal colore dell’acino con sfumature tendenti al verde. La zona di produzione di questa Denominazione comprende, in provincia di Ancona, il territorio dei comuni di Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castelbellino, Castelplanio, Corinaldo, Cupramontana, Maiolati Spontini, Mergo, Montecarotto, Monte Roberto, Morro d’Alba, Ostra, Poggio San Marcello, Rosora, San Marcello, San Paolo di Jesi, Senigallia, Serra de’ Conti, Serra San Quirico e Staffolo; in provincia di Macerata, il territorio dei comuni di Apiro, Cingoli e Poggio San Vicino. L’uso della menzione “Classico” è riservato al vino ottenuto dalle uve raccolte nella zona originaria più antica. È prodotto nelle seguenti tipologie: Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante, Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, Verdicchio dei Castelli di Jesi
Classico Superiore e Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva che si può fregiare della menzione Docg dal 2010. Ma dal 2021 è divenuto Castelli di Jesi Docg e nello stesso anno anche il Superiore si è elevato a Docg.

Alla vista, il vino si presenta nel calice con una tonalità giallo paglierino con riflessi che virano sul verdolino in giovinezza e sul dorato con la maturazione. Con l’uva Verdicchio si ottengono vini freschissimi, dal profilo aromatico estremamente complesso e caratterizzati da un inconfondibile finale ammandorlato e sapido. È un vino capace di invecchiare con grande eleganza come pochi altri bianchi in Italia, merito anche della grande struttura, acidità e dell’elevato tenore alcolico. A tavola, in funzione della tipologia, trova abbinamento con svariate preparazioni a base di carni bianche, ma soprattutto con crostacei e molluschi. Ho visitato quest’areale qualche anno fa e devo dire di essere stato colpito positivamente dalla bellezza di questi borghi e dall’elevata qualità dei vini.

Tornare in questa enclave per approfondire la conoscenza con le aziende è stato un vero piacere, un areale di unica bellezza, in fatto di accoglienza le Marche non sono seconde a nessuna altra regione. Ci sarà pure un motivo plausibile per essere appellata al plurale.
Ecco l’elenco delle cantine presenti:
Cantina Lucchetti – Cantina Luigi Giusti – Podere Santa Lucia – Tenuta Pieralisi – Filodivino – Società agricola Ronconi – Marotti Campi – Tenuta di Fra’ – Cantina Bolognini – Azienda Agricola Romagnoli – Stefano Mancinelli – Azienda Agricola Vicari – Montecappone e Mirizzi.
In altre occasioni e l’ultimo giorno del tour a Villa Koch, ho rinfrescato la mia memoria con i vini di Bucci, Vignamato, Sartarelli, Garofoli, Umani e Ronchi, Marotti Campi, Moncaro e Poderi Mattioli.


